Il critico Paolo Fabrizio Iacuzzi ha vissuto un legame duraturo con il cantautore Francesco Guccini, ricoprendo il ruolo di editor per i suoi libri. L’ultima volta che si sono incontrati è stato il 23 luglio, quando Guccini ha ascoltato la revisione finale del libro ‘Calde le pere’, che uscirà a settembre con tristezza postuma.
Pavana, per Guccini, rappresentava un luogo magico che racchiudeva le sue radici e ricordi. Iacuzzi descrive Pavana come una repubblica a sé stante, un simbolo che attira visitatori da tutta Italia. La sua casa era spesso visitata da chi portava doni, dai prodotti tipici alle bottiglie di vino. Guccini mostrava sempre pazienza e passione per il dialogo, tranne nei momenti di lavoro, quando preferiva non essere disturbato.
Iacuzzi osserva che Guccini, in uno degli ultimi incontri, sembrava comprendere che non sarebbe riuscito a presentare il suo libro in autunno. Tuttavia, manteneva un sprazzo di ottimismo, indicando desiderio di continuare con lavori futuri, come la revisione di ‘Croniche epafaniche’.
La collaborazione tra Iacuzzi e Guccini
Quando Iacuzzi ha iniziato a lavorare con Guccini, quest’ultimo appariva inizialmente diffidente nel concedere modifiche. Tuttavia, grazie alla cura dei dettagli e alla stima reciproca, hanno stabilito un’intesa che ha facilitato il loro lavoro. Iacuzzi ha contribuito a cesellare i racconti di Guccini, che vengono descritti come ‘capitoli cesellati’ e non semplici bozzetti.
Il titolo ‘Calde le pere’ è un omaggio a Giorgio Cremaschi, un amico di Guccini. Le storie narrate nel libro si intrecciano con i paesaggi dell’Appennino e seguono un processo d’invenzione che trasforma dettagli particolari in narrazioni universali. Iacuzzi sottolinea che l’opera di Guccini continua a riflettere le sue radici, rendendole vive nella sua scrittura.