Prosegue in Toscana il lavoro preparatorio sulla proposta di legge regionale dedicata alla rigenerazione verde, annunciata nei giorni scorsi dal presidente Eugenio Giani. Il provvedimento punta a orientare la trasformazione di città e paesi verso modelli più sostenibili, con interventi pensati per favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici, ridurre le isole di calore e migliorare la qualità della vita.
Giani ha incontrato i tecnici della direzione regionale urbanistica e sostenibilità, guidata da Aldo Ianniello, per definire gli indirizzi concreti del testo. La norma dovrebbe essere costruita insieme ai Comuni e prevedere interventi mirati, replicabili e misurabili. Tra gli elementi di valutazione non ci sarà soltanto il numero degli alberi piantati, ma anche la loro sopravvivenza, la copertura garantita dalle chiome, la quantità di suolo reso permeabile e gli effetti prodotti sul microclima, sulla qualità dell’aria e sul benessere delle persone.
Le direttrici del provvedimento
La futura legge si svilupperà, secondo le indicazioni fornite dal presidente della Regione, lungo tre direttrici. La prima riguarda la pianificazione e la piantumazione urbana, attraverso un piano straordinario per aumentare la presenza di alberi nei centri abitati e valorizzare il verde pubblico nei parchi esistenti e in quelli di nuova concezione. La seconda prevede la riduzione selettiva delle superfici impermeabili, con la sostituzione dell’asfalto, dove tecnicamente possibile, con suoli vegetati o materiali permeabili e meno soggetti ad accumulare calore.
La terza direttrice è legata al coinvolgimento delle filiere locali. La Regione intende definire un protocollo con le associazioni vivaistiche per programmare domanda, qualità, tracciabilità, innovazione e formazione. Il materiale vegetale dovrà essere diversificato, adeguato ai siti e alle condizioni climatiche future, con una preferenza per le specie autoctone.
Il ruolo del distretto pistoiese
In questo quadro Pistoia è indicata come uno dei territori destinati a fornire un contributo significativo, grazie alla tradizione nel vivaismo. L’assessore comunale all’urbanistica, rigenerazione urbana e verde pubblico, Riccardo Trallori, ha ricordato il lavoro avviato dal Comune insieme all’Associazione Vivaisti Italiani e alla Fondazione Caript per fare della città un laboratorio di politiche pubbliche dedicate alla mitigazione e all’adattamento climatico.
Secondo Trallori, gli alberi non svolgono soltanto una funzione estetica: contribuiscono a contenere le temperature, intercettare gli inquinanti atmosferici, limitare il deflusso delle acque piovane, assorbire anidride carbonica, ridurre il rumore e sostenere il benessere psicologico. Il verde urbano viene quindi considerato anche un’infrastruttura di salute pubblica, oltre che ambientale.
La Toscana concentra circa il 40% della produzione vivaistica italiana ed è la prima regione del Paese per valore e specializzazione del settore. Il distretto vivaistico pistoiese comprende circa 1.500 aziende, oltre 3.500 ettari coltivati e migliaia di addetti, con una forte vocazione all’esportazione verso più di 60 Paesi.
Il presidente dell’Associazione Vivaisti Italiani, Vannino Vannucci, ha collegato la proposta regionale ai protocolli d’intesa Piante di Toscana e Pistoia città delle piante, sottolineando l’obiettivo di costruire un modello toscano per la gestione del verde urbano. Il presidente del Distretto Vivaistico Ornamentale, Francesco Ferrini, ha invece evidenziato la collaborazione tra istituzioni e tecnici per promuovere infrastrutture verdi e progetti di rigenerazione urbana.
Un nuovo tavolo operativo sul progetto legislativo è atteso per il 7 settembre. Avi e Distretto Vivaistico Ornamentale saranno coinvolti nella stesura del testo e, in prospettiva, nelle attività legate alla fornitura delle piante, alla formazione e alle iniziative culturali e sociali.