Memoria civile

Pistoia ricorda Sant’Anna di Stazzema con il Gonfalone

Giovanni Capecchi ha partecipato all’appuntamento dedicato alle 560 vittime della strage del 1944

Pistoia ricorda Sant’Anna di Stazzema con il Gonfalone

Il Gonfalone della città di Pistoia è tornato a Sant’Anna di Stazzema per la cerimonia di commemorazione dell’eccidio del 12 agosto 1944, quando furono uccisi 560 civili. Alla celebrazione ha partecipato anche il sindaco Giovanni Capecchi, insieme a un rappresentante dell’ANPI incaricato di portare il simbolo della città.

La presenza dell’amministrazione

La partecipazione ufficiale del Comune di Pistoia è stata presentata dall’amministrazione come una scelta consapevole e non come una semplice formalità istituzionale. L’obiettivo dichiarato è ribadire i valori di pace, democrazia e antifascismo sui quali si fonda la comunità, rinnovando il legame con uno dei luoghi simbolo della Resistenza e della sofferenza della popolazione civile durante il nazifascismo.

Nel corso dell’appuntamento è stato sottolineato il valore della memoria collettiva come strumento per costruire un futuro fondato sul rispetto dei diritti e della dignità umana. La presenza del primo cittadino e del Gonfalone, decorato con la medaglia d’argento al valor militare, ha rappresentato per Pistoia un modo per rendere omaggio alle vittime e ai sopravvissuti della strage.

Il messaggio del sindaco

Giovanni Capecchi ha descritto l’esperienza all’ossario di Sant’Anna come un momento segnato dal peso delle 560 vite spezzate e delle storie legate all’eccidio. Nel suo intervento ha definito il paese la capitale dell’antifascismo, richiamando la presenza dei fascisti durante l’attacco e la cultura del terrore e della violenza maturata negli anni del regime.

Il sindaco ha ricordato anche il coraggio delle persone sopravvissute a quella giornata e di quanti continuano a lavorare perché Sant’Anna di Stazzema non venga ridotta a una fotografia o a una pagina di storia. Il messaggio centrale è che l’orrore non nasce per caso e che la consapevolezza delle atrocità del passato resta necessaria per difendere la Repubblica e i suoi principi.

Alla cerimonia è intervenuto inoltre Bernard Dika, sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana. Secondo Dika, il ricordo della strage deve spingere a interrogarsi sulle proprie responsabilità nel presente e a schierarsi dalla parte della Costituzione, contro l’indifferenza, in difesa dei diritti e delle libertà conquistati dopo il sacrificio di tante persone.