Si riunisce giovedì 13 agosto alle 21, nella sala della Smilea, il consiglio comunale straordinario richiesto dai gruppi di minoranza Noi per Montale e Montale Rinasce. Al centro della discussione ci sono tre mozioni dedicate al futuro dell’impianto di incenerimento e alla proposta contenuta nel piano dell’Ato Toscana Centro.
Le prime due mozioni chiedono di introdurre nello statuto comunale le modifiche necessarie per consentire lo svolgimento di un referendum consultivo. Tra gli interventi proposti figura l’eliminazione del divieto di consultazione per le materie di interesse sovracomunale, oltre alla cancellazione del quorum del 50 per cento più uno degli aventi diritto necessario per rendere valido il voto. La terza modifica abbasserebbe al 27 per cento dei consiglieri la quota necessaria per promuovere il referendum.
Il quesito sul futuro dell’impianto
Il quesito dovrebbe riguardare il proseguimento delle attività di incenerimento nel sito di via Tobagi oltre la dismissione dell’attuale struttura, programmata per il 2028-2029, e l’eventuale realizzazione di un nuovo termovalorizzatore con una capacità di 100mila tonnellate annue sul territorio comunale.
Con la terza mozione, le opposizioni chiedono inoltre che il sindaco solleciti la sospensione della procedura di adozione del piano dell’Ato fino allo svolgimento del referendum. Il documento propone anche che il consiglio esprima la propria contrarietà a ogni ipotesi di raddoppio dell’impianto e contesta la decisione del primo cittadino di sostenere il progetto senza un preventivo coinvolgimento dell’assemblea.
La mozione indica come indispensabile un percorso partecipativo fondato su una valutazione dell’impatto ambientale, delle emissioni, delle ricadute sul territorio e dei flussi di traffico, oltre che su un quadro economico e finanziario dell’intervento.
La polemica dopo il voto nell’Ato
La convocazione della seduta è arrivata dopo il voto espresso dal sindaco di Montale Ferdinando Betti nell’assemblea dell’Ato del 23 luglio. In quella sede il primo cittadino aveva sostenuto lo scenario ottimizzato, che prevede la dismissione dell’impianto esistente e la costruzione di un nuovo termovalorizzatore da 100mila tonnellate all’anno.
La decisione ha provocato una dura reazione politica. I due consiglieri di Montale Rinasce hanno lasciato l’aula consiliare per protesta, mentre Sinistra Italiana ha diffuso un comunicato critico nei confronti del sindaco. Anche il Pd di Montale ha espresso disappunto, contestato il piano dell’Ato e chiesto un referendum o, in alternativa, un percorso di partecipazione rivolto ai cittadini.
Betti ha difeso il proprio voto, sostenendo che la sostituzione dell’impianto attuale con una nuova struttura possa rappresentare un’opportunità per la comunità. Nel frattempo, una petizione online promossa dal capogruppo di Montale Rinasce Sandro Nincheri ha superato 1.500 adesioni. Il comitato Noi non ci stiamo, contrario al raddoppio, ha infine invitato la cittadinanza a partecipare alla seduta.