La seduta straordinaria del Consiglio comunale di Montale dedicata all’inceneritore si è conclusa senza l’approvazione della proposta di referendum. L’aula, gremita oltre ogni previsione, ha registrato una partecipazione senza precedenti per una riunione consiliare cittadina. La mozione era stata presentata dai gruppi di minoranza Noi per Montale e Montale Rinasce.
Il documento, illustrato dal capogruppo Lorenzo Bandinelli, chiedeva modifiche allo statuto comunale per rendere possibile la consultazione referendaria sull’impianto e sull’iter del piano dell’Ato, che prevede a Montale una struttura da 100mila tonnellate. Nel corso del confronto, però, la maggioranza ha presentato alcuni emendamenti che, secondo le opposizioni, avrebbero modificato in modo sostanziale il contenuto della mozione.
Lo scontro sugli emendamenti
Il capogruppo del centrosinistra Salvador Righi ha spiegato che le proposte erano state in gran parte condivise durante il lavoro dei giorni precedenti tra i capigruppo. Gli emendamenti prevedevano la possibilità di promuovere consultazioni diverse dal referendum, non vincolanti e ammissibili anche su materie sovracomunali, oltre alla richiesta di un prolungamento del procedimento dell’Ato.
Le minoranze hanno contestato soprattutto la mancata previsione della sospensione dell’iter amministrativo del piano. Il capogruppo Sandro Nincheri ha dichiarato di non accettare una soluzione considerata distante dall’intesa iniziale e ha criticato anche il riferimento a una delibera di giunta con cui il sindaco era stato incaricato di votare a favore del raddoppio dell’impianto. Per l’opposizione, a contare devono essere gli atti amministrativi e non gli impegni politici.
Nel corso della discussione, Bandinelli ha chiesto alla maggioranza per quale motivo temesse il giudizio dei cittadini, sostenendo che un accordo precedentemente raggiunto sarebbe stato successivamente sconfessato. Nincheri ha accusato il sindaco di dire falsità e ha ribadito che la richiesta irrinunciabile era la sospensione dell’iter Ato.
La posizione del sindaco
Il sindaco Betti ha sostenuto che gli emendamenti non escludevano la possibilità di sospendere o prolungare il procedimento amministrativo. Ha inoltre assicurato che l’amministrazione promuoverà una consultazione e che, fino al suo svolgimento, non porterà al voto atti nell’Ato. Secondo il primo cittadino, il referendum non sarebbe ammissibile su una questione sovracomunale, in base al testo unico sugli enti locali.
Betti ha dichiarato di essere disponibile a definire con il Consiglio il percorso e la forma della consultazione. Nel suo intervento ha anche ricordato che l’impianto esistente sarà demolito e che dovrà essere valutata la possibilità di realizzarne uno nuovo. La maggioranza ha quindi indicato una partecipazione non vincolante come alternativa al referendum richiesto dalle opposizioni.
Il confronto tra i gruppi consiliari è proseguito con una sospensione della seduta e una riunione tra i capigruppo, ma l’incontro non ha prodotto un’intesa. Per evitare che il testo fosse approvato in una versione ritenuta stravolta, Bandinelli ha ritirato la mozione. La proposta referendaria non è dunque arrivata al voto e la seduta si è chiusa con una fumata grigia, lasciando aperto il confronto sul futuro dell’impianto e sulle modalità di coinvolgimento della popolazione.