Accordo sulla consultazione popolare, ma confronto acceso sulla mozione presentata da Montale Rinasce contro il raddoppio dell’inceneritore. Il documento chiedeva al Consiglio comunale di esprimersi contro lo scenario ottimizzato approvato dall’assemblea dell’Ato, che prevede la realizzazione di un nuovo impianto a Montale con una capacità di trattamento di 100mila tonnellate.
La proposta è stata illustrata dalla consigliera Cecilia Innocenti, che ha contestato l’assenza, fino a questo momento, di un percorso partecipativo. Secondo la rappresentante della lista civica, il voto espresso dal sindaco nell’assemblea dell’Ato sarebbe stato assunto sulla base di una delibera di giunta, senza un passaggio preventivo in Consiglio comunale. Innocenti ha inoltre richiamato gli impegni assunti dalle forze di maggioranza durante le campagne elettorali del 2014 e del 2019, quando era stata indicata la chiusura dell’impianto.
Le posizioni nella maggioranza
Nel corso della discussione è intervenuto l’assessore all’ambiente Alessio Guazzini, che ha evidenziato le conseguenze che, a suo giudizio, deriverebbero dalla dismissione dell’inceneritore senza la costruzione di una nuova struttura prevista dal piano dell’Ato. La bonifica, ha spiegato, sarebbe a carico dei tre Comuni proprietari. Inoltre, verrebbero meno i ristori attualmente riconosciuti, pari a 300mila euro l’anno, oltre a diversi servizi collegati alla presenza dell’impianto.
La consigliera di centrosinistra Paola Pizzano ha citato i dati relativi all’incidenza dei tumori nei tre Comuni della piana, sostenendo che i valori risultano inferiori alle medie regionale e provinciale. Da qui l’invito a valutare la questione sulla base delle evidenze scientifiche e non di posizioni ideologiche. Di diverso avviso il consigliere Michael Paperetti, secondo il quale la priorità deve essere la tutela della salute, considerando i rischi attribuiti all’inceneritore.
Il voto finale
Il sindaco Ferdinando Betti ha ricordato che l’impianto rispetta i limiti previsti dalla legge. A suo giudizio, se la struttura fosse illegale perché rappresentasse una minaccia per la salute, non avrebbe senso sottoporre la questione a una consultazione. Il capogruppo del centrodestra Lorenzo Bandinelli ha invece osservato che la stessa indennità di disagio ambientale riconosciuta a Montale per la presenza dell’impianto di via Tobagi indica l’esistenza di criticità.
Nel dibattito è intervenuto anche Nincheri, di Montale Rinasce, che ha analizzato ulteriori aspetti problematici del piano dell’Ato. Al termine, la mozione è stata respinta con i voti del centrosinistra. Hanno votato a favore Montale Rinasce, gruppo promotore del documento, e Noi per Montale.