Welfare territoriale

Fondazione Mai Soli, l’autonomia dei disabili è a rischio

Dopo la conclusione del Pnrr, 25 nuclei potrebbero perdere alcune attività e un appartamento residenziale.

Fondazione Mai Soli, l’autonomia dei disabili è a rischio

La Fondazione Mai Soli, sostenuta da diverse associazioni e dalla Società della Salute, segnala una situazione di crescente difficoltà per i servizi dedicati alle persone con disabilità nella Valdinievole. Dopo vent’anni di attività, il progetto rischia di ridimensionarsi a causa della conclusione dei finanziamenti del Pnrr e del mancato rifinanziamento della legge 112 del 2016, dedicata al cosiddetto Durante e dopo di noi.

La Fondazione ha sviluppato negli anni percorsi rivolti alla conquista di una maggiore indipendenza: fine settimana in autonomia, periodi di permanenza in residenza, uscite serali e laboratori per rafforzare le competenze quotidiane e relazionali. Un modello avviato sul territorio prima che il tema dell’autonomia diventasse centrale nelle politiche dedicate al dopo di noi.

Servizi ridotti senza nuove risorse

La presidente Marisa Biancardi sottolinea che il percorso deve proseguire per le persone coinvolte e per le loro famiglie. Le esperienze proposte, spiega, sono utili sia nel presente, perché favoriscono una vita più autonoma, sia nella fase adulta, quando le persone dovranno affrontare nuove esigenze pur non essendo completamente autosufficienti.

Secondo il vicepresidente Alberto Maria Onori, sono oltre 50 le famiglie assistite. La situazione sarebbe critica già dallo scorso anno, quando le attività hanno potuto continuare grazie alle risorse del Pnrr. Con la fine del programma, però, il sostegno rimasto è quello della Società della Salute, mentre l’aumento dei partecipanti e l’apertura della nuova residenza di Larciano hanno richiesto ulteriori risorse.

A rischiare sono soprattutto le serate in pizzeria e alcuni progetti rivolti ai più giovani. La residenzialità dovrebbe proseguire, ma in forma ridotta, perché non sarebbe più possibile mantenere l’estensione consentita dai finanziamenti europei. Vent’icinque famiglie, spiegano dalla Fondazione, potrebbero restare escluse dopo la rinuncia all’utilizzo di un terzo appartamento.

Il timore per il futuro

Per Mai Soli, il ridimensionamento dei percorsi di autonomia potrebbe spingere le famiglie verso soluzioni residenziali considerate non adeguate alle esigenze delle persone assistite, come le Rsa. La Fondazione sostiene inoltre che tali strutture avrebbero costi superiori rispetto ai progetti di autonomia. L’appello è rivolto alle istituzioni, affinché garantiscano continuità a un sistema costruito in due decenni.

La presidente ricorda infine che dal 2027 dovrebbe partire il Progetto di Vita, con un cambiamento del modello organizzativo e dello stanziamento delle risorse. Secondo la Fondazione, il passaggio da un sistema uniforme a interventi frammentati e temporanei, affidati al terzo settore attraverso bandi, rischia di rendere più incerta la programmazione. Mai Soli assicura che continuerà a progettare e collaborare, ma avverte che il terzo settore non può sostituirsi alle responsabilità pubbliche.