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I fedeli tornano in chiesa dopo anni di tensioni

La celebrazione guidata dal vescovo segna una fase diversa per la comunità, tra soddisfazione e critiche al passato.

I fedeli tornano in chiesa dopo anni di tensioni

La chiesa di Santa Maria Maggiore ha riaperto le porte ai fedeli per la messa solenne presieduta dal vescovo Augusto Mascagna. La celebrazione, ospitata nella parrocchia di Vicofaro, è stata vissuta dai residenti come l’avvio di una fase diversa, dopo anni segnati da tensioni e polemiche legate all’accoglienza dei migranti promossa dall’ex parroco don Massimo Biancalani.

La funzione si è svolta giovedì 20 agosto e ha riportato nella chiesa numerosi abitanti del quartiere. Per circa un decennio, i locali della parrocchia avevano accolto decine di persone in cerca di riparo e di un luogo dove vivere. L’attività di accoglienza aveva però modificato profondamente la vita della comunità, fino a trasformare il complesso parrocchiale anche in un dormitorio e a spingere alcuni fedeli ad allontanarsi dal luogo di culto.

Il ritorno dei residenti

Tra i presenti, il sentimento prevalente è stato quello di un ritorno alla normalità. Il residente Carmi Petrucciani ha sostenuto che soltanto chi ha vissuto per dieci anni accanto alla parrocchia può conoscere fino in fondo le difficoltà affrontate dal quartiere. Petrucciani ha ringraziato il vescovo per il nuovo percorso pastorale, sottolineando che la chiesa torna a essere un punto di riferimento per i parrocchiani.

La residente Rita Del Bontà, che abita vicino alla canonica, ha parlato di una giornata attesa a lungo. Ha raccontato di aver vissuto con paura gli ultimi dieci anni e ha rivendicato per gli abitanti il diritto di riappropriarsi della propria parrocchia. Parole simili sono arrivate da altri residenti, che hanno definito importante la presenza di un nuovo parroco e la ripresa della vita ordinaria della comunità.

Accoglienza e responsabilità

Nel corso della giornata non sono mancate le critiche alla gestione del passato. Il parrocchiano Mauro Baiocchi ha parlato di alcuni errori, indicando nel numero elevato di persone ospitate uno degli elementi che avrebbero compromesso il rapporto con la comunità. Andrea Geri ha invece ricordato l’assenza di un riferimento pastorale stabile per i residenti, citando anche il mancato passaggio del parroco per la benedizione delle case.

La vicenda, tuttavia, continua a suscitare valutazioni differenti. Il parroco di Bottegone, don Piergiorgio Baronti, ha riconosciuto il valore dell’accoglienza, ma ha evidenziato la necessità di riflettere sulle modalità con cui viene organizzata e sulle situazioni che possono determinarsi. Ha definito complessa la fase affrontata dalla diocesi e dai vescovi coinvolti.

Una lettura diversa è stata proposta da Doriano Maranelli, storico volontario della parrocchia e amico di Biancalani. Secondo Maranelli, gli anni dell’accoglienza hanno rappresentato una ricchezza e il problema non sarebbe stato la volontà di chiudere le porte ai fedeli, ma la difficoltà di gestire due grandi parrocchie senza un adeguato aiuto. La riapertura ai residenti segna quindi un passaggio rilevante per Vicofaro, ma lascia aperto il confronto sull’esperienza vissuta e sulle modalità future di vita della comunità.