Iter istituzionale

Inceneritore, il sindaco chiede di attendere il voto popolare

L’assemblea dell’ambito territoriale è invitata ad attendere l’esito della consultazione

Inceneritore, il sindaco chiede di attendere il voto popolare

Il sindaco di Montale Ferdinando Betti ha chiesto all’Ato Toscana centro di calendarizzare l’assemblea per l’adozione del piano d’ambito soltanto dopo lo svolgimento della consultazione popolare sul futuro dell’inceneritore. La richiesta arriva dopo la mozione approvata all’unanimità dal consiglio comunale nella seduta straordinaria del 13 agosto.

Nella comunicazione inviata all’Ato, il primo cittadino sollecita l’ente a non assumere decisioni prima che i cittadini di Montale abbiano potuto esprimersi. La lettera sarà trasmessa anche ai capigruppo consiliari. Il piano d’ambito contiene infatti lo scenario che prevede il revamping dell’impianto, cioè la realizzazione, nello stesso sito, di un nuovo termovalorizzatore.

La consultazione da organizzare

La mozione approvata dall’assemblea municipale affida al Comune il compito di promuovere una consultazione popolare, lasciando da definire forma e modalità. Per procedere, ha spiegato Betti, sarà necessario prima modificare lo statuto comunale, inserendo la previsione dello strumento, e successivamente approvare un regolamento specifico.

La commissione consiliare per gli affari generali dovrebbe affrontare la questione nei primi giorni di settembre. A presiederla è Lorenzo Bandinelli, capogruppo del centrodestra, che può convocare l’organismo anche autonomamente. Montale Rinasce, il gruppo che aveva presentato la mozione, chiede però di accelerare i tempi e di riunire la commissione già entro la fine di agosto.

Il 21 agosto i consiglieri Sandro Nincheri e Cecilia Innocenti avevano scritto al sindaco per sapere se la deliberazione del consiglio fosse stata inviata all’Ato e alla Regione Toscana, se fosse partita la richiesta di sospensione dell’iter e se si intendesse convocare con urgenza la commissione incaricata di predisporre la consultazione.

La richiesta di Montale Rinasce

Secondo Sandro Nincheri, il passaggio è una corsa contro il tempo: la consultazione dovrebbe precedere l’assemblea dell’Ato chiamata ad adottare il piano d’ambito. Il gruppo chiede inoltre che la riunione si svolga in presenza e in uno spazio accessibile al pubblico, come lo spazio Nerucci, così da consentire ai cittadini di assistere ai lavori.

Montale Rinasce ha annunciato anche l’invio della delibera consiliare a tutti i sindaci dei Comuni dell’Ato e ai capigruppo dei rispettivi consigli comunali. L’obiettivo è portare all’attenzione degli amministratori la posizione unanime espressa da Montale: sospendere l’iter di adozione e svolgere prima la consultazione popolare.

La vicenda si inserisce nel percorso avviato dall’assemblea dell’Ato Toscana centro, che il 23 luglio aveva approvato un atto di indirizzo per lo scenario ottimizzato. Il progetto prevede il revamping dell’impianto di Montale, con una capacità di smaltimento indicata in 100mila tonnellate annue. In quella seduta avevano votato a favore 58 dei 59 Comuni presenti.