Dopo le elezioni provinciali, resta da definire il quadro degli incarichi nella nuova amministrazione, a partire dalla vicepresidenza e dall’assegnazione delle deleghe. Tra i nomi indicati per il ruolo figura Bruno Leka, consigliere comunale a Pistoia, già amministratore a Quarrata.
Sulla scelta è intervenuto con una nota alla stampa Bernard Dika, sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana. Il suo nome era stato accostato nelle ultime ore alle ricostruzioni relative a un presunto confronto interno al Pd pistoiese. Dika ha respinto l’idea di essere coinvolto in una contrapposizione tra gruppi: ha spiegato di occuparsi del proprio lavoro e di non avere dispute da affrontare, aggiungendo però di essersi informato dopo essere stato chiamato in causa.
Il sostegno a Leka
Secondo Dika, dalle verifiche effettuate emergerebbe una netta maggioranza in consiglio provinciale favorevole alla nomina di Leka. Per questo, il sottosegretario regionale ha sostenuto che non si tratterebbe della candidatura riconducibile a una singola persona o a una corrente, ma di una scelta che dovrebbe tenere conto del consenso raccolto tra gli eletti.
La sua posizione è quindi un invito a rispettare l’esito dei rapporti di forza nell’assemblea provinciale, attribuendo al consenso un peso maggiore rispetto alle dinamiche interne delle correnti. Dika ha inoltre espresso una valutazione positiva sul profilo di Leka, descritto come un amministratore giovane, con esperienza nei consigli comunali di Quarrata e Pistoia e rappresentativo del capoluogo.
Il nodo dell’incarico
Nel suo intervento, Dika ha precisato che la vicepresidenza non sarebbe una poltrona: si tratta di un incarico senza stipendio né rimborsi, ma con oneri e responsabilità istituzionali. Ha inoltre escluso che lasciare vacante il ruolo possa rappresentare una soluzione neutrale. Anche la mancata nomina, ha osservato, sarebbe una scelta e finirebbe per non dare seguito alla volontà della maggioranza degli eletti.
La parte più delicata della dichiarazione riguarda le origini straniere di Leka. Dika ha affermato di voler escludere che questo elemento possa incidere sulla valutazione della candidatura, definendo gravissimo il caso in cui tale aspetto avesse un peso, anche soltanto parziale, nella decisione.
In chiusura, il sottosegretario ha criticato la politica basata sul bilanciamento tra correnti e ha ribadito la propria solidarietà a Bruno Leka. La presa di posizione si inserisce nel confronto in corso nel Pd pistoiese, mentre la Provincia si appresta a completare la definizione dei propri assetti dopo il voto.