Scontro interno

Quattro consiglieri rifiutano le deleghe provinciali

La scelta arriva dopo l'incontro con il presidente Luca Marmo e contesta criteri fondati su correnti, veti e assenza di confronto.

Quattro consiglieri rifiutano le deleghe provinciali

Bruno Leka, insieme a Ilaria Di Maina, Gabriele Giacomelli e Nicola Tesi, ha annunciato che non accetterà le deleghe eventualmente proposte dal presidente della Provincia di Pistoia, Luca Marmo. La decisione è stata comunicata dopo l’incontro tra i consiglieri e il presidente dell’ente e arriva nel pieno delle tensioni interne al centrosinistra sulla composizione del nuovo assetto provinciale.

In una nota congiunta, i quattro eletti spiegano che il passo indietro non nasce da motivi personali né da una contrapposizione nei confronti di singoli esponenti politici. La scelta, sottolineano, è legata al rispetto dovuto al voto, agli eletti e all’istituzione provinciale. Leka e gli altri consiglieri affermano di non voler prendere parte a un metodo che, a loro giudizio, privilegerebbe la ricerca di equilibri interni rispetto a una discussione complessiva sul progetto per il territorio.

Le critiche al percorso politico

Secondo i firmatari, le elezioni provinciali si sono svolte in un quadro caratterizzato dalla mancanza di confronto all’interno del Partito Democratico e del cosiddetto Campo Largo. La composizione della lista, sostengono, sarebbe stata definita attraverso una decisione unilaterale del segretario provinciale del Pd, senza un coinvolgimento pieno di alcune forze della coalizione e di amministratori locali non iscritti al partito ma appartenenti all’area di centrosinistra.

Nella nota viene citata anche l’assenza di un confronto con il Movimento 5 Stelle e il Partito Socialista. I quattro consiglieri ricordano di essersi candidati comunque nell’interesse del centrosinistra e della Provincia, confidando nell’apertura di una fase nuova dopo il voto. A loro avviso, però, le indicazioni emerse dalle urne non avrebbero trovato un riconoscimento coerente nella gestione dell’ente e nell’attribuzione delle responsabilità.

Le competenze al centro del mandato

Leka, Di Maina, Giacomelli e Tesi contestano in particolare un’organizzazione basata sul bilanciamento tra correnti e veti personali. Ritengono che le scelte del segretario provinciale e del presidente Marmo siano ancora orientate alla ricerca di equilibri tra singoli, invece che alla costruzione di un indirizzo politico capace di tenere insieme risultato elettorale, competenze e rappresentanza dei territori.

Pur rifiutando le deleghe, i quattro consiglieri assicurano che continueranno a svolgere il mandato ricevuto. Annunciano che seguiranno da vicino l’attività dell’ente e chiederanno risposte concrete su strade provinciali e scuole superiori, oltre che sul contrasto alla peste suina africana, sul trasporto pubblico locale e sulle altre competenze della Provincia. La loro posizione, precisano, non equivale a un disimpegno: sui risultati della nuova gestione dichiarano che manterranno un atteggiamento esigente.

La nota si chiude con un richiamo ai tempi dell’ente. Sono trascorse settimane senza che sia stato definito l’assetto della Provincia e, secondo i consiglieri, cittadini, Comuni e territori non possono essere costretti ad attendere ancora. Il rifiuto delle deleghe viene quindi presentato come un atto di coerenza verso gli elettori e come la volontà di esercitare pienamente il ruolo istituzionale assegnato dal voto.