Memoria locale

Sei opere d’arte contemporanea restano nella Montagna

Le nuove installazioni di Hladilová e Kinkaleri chiudono il progetto triennale dedicato a Policarpo Petrocchi

Sei opere d’arte contemporanea restano nella Montagna

Si è concluso a Castello di Cireglio il progetto triennale Conterranei, residenza artistica che dal 2024 ha portato l’arte contemporanea nel borgo della Montagna pistoiese. L’ultimo appuntamento ha presentato le installazioni Battito, realizzata da Helena Hladilová, e Urlala, firmata dal collettivo Kinkaleri. Le due opere si aggiungono alle altre già collocate nel paese e resteranno permanentemente negli spazi che le hanno ospitate.

Un percorso tra borgo e abitanti

Il progetto è stato organizzato dalla Società Onore Lavoro 1880 e ha coinvolto artisti chiamati a confrontarsi con il territorio, la sua storia e le persone che lo abitano. Mauro Costagli, segretario dell’associazione, ha spiegato che la conclusione del ciclo apre ora una nuova fase: l’obiettivo è lavorare con i musei civici pistoiesi alla costruzione di una parte museale dedicata alle opere e all’esperienza maturata nel borgo.

Avviato nel 2024 con la precedente amministrazione, Conterranei ha puntato sulla valorizzazione di Castello attraverso interventi inseriti nel tessuto del paese. Benedetta Menichelli, assessore alle attività culturali all’epoca della Giunta Tomasi, ha espresso l’auspicio che il progetto possa continuare a crescere. Anche l’attuale sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi, ha sottolineato il ruolo dell’iniziativa per un borgo segnato dallo spopolamento e ha indicato nella figura di Policarpo Petrocchi un possibile elemento attorno a cui costruire un racconto culturale del territorio.

Le nuove installazioni

Con le ultime due opere, salgono a sei le installazioni realizzate a Castello di Cireglio nell’arco dei tre anni. Matteo Innocenti, co-curatore insieme a Enrico Vezzi, ha ricordato il confronto sviluppato con gli abitanti e ha annunciato l’avvio di una pubblicazione dedicata al percorso. La conclusione, ha precisato, potrebbe non essere definitiva: l’esperienza potrebbe proseguire anche in altri paesi della Montagna.

Battito di Helena Hladilová nasce da uno dei racconti scritti dagli abitanti di Castello. L’artista ha utilizzato terriccio di castagno, materiale che in passato veniva impiegato in montagna come componente dell’intonaco, per realizzare un bassorilievo collocato su un vecchio muro. La scena rappresenta due uomini anziani intenti a parlare, circondati da attrezzi agricoli e figure di animali fantastici.

Urlala dei Kinkaleri si trova invece sulla terrazza panoramica. L’opera è una lastra di bronzo sulla quale sono incise alcune parole raccolte da Petrocchi nel suo Vocabolario e oggi non più in uso. Secondo Gina Monaco e Marco Mazzoni, componenti del collettivo, pronunciare quelle parole verso la valle sottostante consente di mantenerle vive. Il legame con la memoria linguistica e culturale del luogo rappresenta così uno degli elementi centrali dell’intero progetto.