Disabilità

Carrozzina guasta, la richiesta di aiuto della famiglia

Da tre mesi attende componenti compatibili e risposte dall’azienda sanitaria

Carrozzina guasta, la richiesta di aiuto della famiglia

Emma Marrazzo, madre di Luana D’Orazio e residente ad Agliana, denuncia i problemi riscontrati nella carrozzina utilizzata dal figlio Luca, affetto da una grave disabilità dalla nascita. Secondo il racconto della donna, il dispositivo, fornito dall’Asl circa sette anni fa, avrebbe bisogno della sostituzione di diversi componenti, ma a distanza di mesi la situazione non è ancora stata risolta.

La richiesta per una nuova carrozzina è stata presentata a giugno. Un tecnico incaricato dall’azienda sanitaria avrebbe valutato il dispositivo, ritenendo sufficiente intervenire su alcune parti: le manopole, che tendono a sfilarsi, e i poggiapiedi, non allineati e inclinati verso il basso. I pezzi ordinati sono arrivati dopo circa un mese, ma, riferisce Marrazzo, non erano compatibili con la carrozzina del figlio.

Componenti non compatibili

A fine agosto è arrivato un altro tecnico. In quell’occasione, sempre secondo la testimonianza della madre, soltanto uno dei due pedali risultava adatto, mentre l’altro doveva essere nuovamente ordinato. Nel frattempo la donna ha cercato una soluzione provvisoria per la manopola, utilizzando del biadesivo, che però non garantirebbe una tenuta sufficiente. Anche i braccioli, sostiene, sarebbero instabili e richiederebbero frequenti interventi sulle viti.

Marrazzo racconta di avere contattato il centralino dell’Asl e di essere stata invitata a inviare una segnalazione via email. La comunicazione, spiega, non avrebbe ancora ricevuto risposta. Per una persona che non può deambulare autonomamente, la disponibilità di una carrozzina funzionante rappresenta un’esigenza quotidiana e non rinviabile. La madre lamenta inoltre le difficoltà burocratiche che, a suo dire, deve affrontare ogni anno per ottenere le fisioterapie riconosciute al figlio.

Lo sfogo della madre

La vicenda si inserisce in una situazione familiare segnata da anni difficili. Emma Marrazzo è la madre di Luana D’Orazio, l’operaia di 22 anni morta il 3 maggio 2021 dopo essere rimasta incastrata in un orditoio all’interno di una fabbrica di Montemurlo. La donna continua a occuparsi del nipote, rimasto senza madre, e del figlio Luca.

Marrazzo afferma di sentirsi costretta a battersi per ottenere servizi che considera essenziali e valuta anche la possibilità di presentare una denuncia, dopo averne parlato con il proprio avvocato. Nell’articolo non viene riportata una replica dell’Asl alle contestazioni sulla gestione della riparazione e della richiesta di assistenza.

La madre resta inoltre in attesa di aggiornamenti sulle indagini della Procura di Prato relative alla morte di Luana. Nei mesi scorsi l’ufficio giudiziario ha disposto nuovi accertamenti dopo l’assoluzione del manutentore e ha presentato appello contro la sentenza.