Patrimonio artistico

A Casalguidi, Villa De’ Rossi porta la firma di Fuga

Documento settecentesco, legalmente riconosciuto, offre nuovi indizi sulle opere oggi introvabili.

A Casalguidi, Villa De’ Rossi porta la firma di Fuga

La facciata di Villa De’ Rossi a Casalguidi sarebbe stata realizzata su progetto di Ferdinando Fuga, uno dei principali architetti italiani del Settecento. A rivelarlo è un inventario inedito individuato da Theodora Maria Sorti negli archivi della Biblioteca Nazionale di Firenze, durante una ricerca sui beni appartenuti ad Atto Melani.

La firma nell’inventario

Il documento, considerato particolarmente attendibile perché dotato di valore legale e basato sulla dichiarazione di un capomastro, riporta che la facciata della villa fu realizzata nel 1740 su disegno del cavalier Fuga romano. L’attribuzione aggiunge un elemento di rilievo alla storia dell’edificio, costruito nella prima metà del XVIII secolo nel territorio di Casalguidi.

Le opere di Fuga conservate in Toscana sono infatti rarissime. Quella di Villa De’ Rossi sarebbe soltanto la seconda realizzazione certa dell’architetto nella regione, insieme alla cappella del Santissimo Sacramento nella Basilica della Santissima Annunziata di Firenze. Per il resto risultano documentati soprattutto progetti non eseguiti e interventi attribuiti al progettista in modo non definitivo.

Nato a Firenze alla vigilia del Settecento e morto a Napoli nel 1782, Fuga ebbe una lunga attività tra Roma e il capoluogo campano. Tra le opere a lui riconducibili figurano un’ala del Quirinale, le scuderie del palazzo, la facciata di Santa Maria Maggiore e palazzo Corsini a Roma, oltre all’albergo dei Poveri e alla chiesa dei Girolamini a Napoli. La nuova attribuzione lega così la villa toscana alla produzione di uno dei protagonisti dell’architettura italiana del XVIII secolo.

La collezione d’arte dispersa

L’inventario non riguarda soltanto l’edificio. Tra i beni di Melani viene citata anche una Sacra Famiglia di Andrea del Sarto, un tempo collocata nella cappella della villa e oggi non rintracciata. Il documento offre inoltre informazioni su una raccolta composta da oltre trecento dipinti di autori importanti, custodita in passato a palazzo Melani.

La collezione fu dispersa nel 1907 e, al momento, risulta irreperibile. Monaldi & Sorti e lo storico dell’arte del Ministero Gianni Pittiglio hanno avviato nuove verifiche, coinvolgendo le Soprintendenze toscane con l’obiettivo di ricostruire la provenienza delle opere e individuare eventuali tracce della raccolta.

La ricerca rientra nella lunga attività di studio condotta da Monaldi & Sorti sulla figura di Atto Melani. Gli autori hanno dedicato al personaggio una serie di pubblicazioni, iniziata venticinque anni fa con Imprimatur e conclusa quest’anno con Unicum Opus. Le nuove informazioni sull’inventario saranno approfondite in una prossima pubblicazione su una rivista di settore.