Pistoia torna al centro del confronto politico sul protocollo Capitale delle Piante e sui 440mila euro che, secondo quanto riferito in Consiglio comunale, sarebbero arrivati da Roma. A intervenire è l’assessora e vicesindaca Stefania Nesi, che replica all’interpellanza presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia Francesco Pelagalli nell’ultima seduta.
Nesi contesta la ricostruzione proposta dal consigliere, definendola superficiale sia nella redazione sia nella gestione politica delle risorse ministeriali da parte della precedente amministrazione. Secondo la vicesindaca, l’interpellanza avrebbe dato per acquisiti elementi che non sarebbero supportati da documentazione ufficiale. La critica riguarda in particolare la presunta provenienza dei fondi e la loro destinazione.
I documenti sui finanziamenti
L’assessora precisa che non sarebbe stato individuato alcun atto formale coerente con quanto sostenuto da Pelagalli. Non risulterebbe inoltre una firma che consenta di ricondurre con certezza lo stanziamento al Ministero dell’Agricoltura. Anche sul fronte dei progetti, spiega Nesi, la documentazione disponibile indicherebbe soltanto una generica destinazione legata alla pianificazione strategica, senza ulteriori specificazioni.
La vicesindaca respinge però l’idea che l’amministrazione non intenda sostenere il protocollo. La volontà politica di portare avanti l’intesa, afferma, sarebbe confermata dalle interlocuzioni avviate con i soggetti coinvolti. Il punto sollevato dall’amministrazione riguarda invece le modalità con cui la precedente gestione avrebbe lasciato la pratica, priva degli elementi necessari per procedere rapidamente.
La gestione amministrativa
Nesi riferisce che al momento dell’insediamento non ci sarebbe stato un ufficio informato in modo completo né un documento utile a consentire un’azione immediata. Sarebbe stato quindi necessario un lavoro interno di verifica per rispettare i tempi previsti. Tra i passaggi mancanti viene indicata anche la prevista variazione al Dup, necessaria per poter avviare le procedure di modifica del bilancio.
Secondo l’assessora, l’assenza di questi adempimenti avrebbe reso impossibile redigere il progetto collegato ai finanziamenti. In una pubblica amministrazione, osserva, non è sufficiente basarsi su indicazioni informali o su impegni riferiti verbalmente: servono atti ufficiali che definiscano origine, destinazione e modalità di utilizzo delle somme.
Pur criticando la gestione precedente e accusando l’interpellanza di avere finalità propagandistiche, Nesi ribadisce la convinzione dell’amministrazione a sostegno del protocollo. Il vivaismo e il patto sottoscritto nel dicembre scorso vengono considerati strategici per il territorio pistoiese. Resta quindi confermato il sostegno politico all’iniziativa, mentre il Comune dovrà ricostruire sul piano amministrativo i passaggi necessari per procedere.