Politica locale

Pacini, scontro sul futuro dell’ospedale a San Marcello

Le dichiarazioni di Monia Monni escludono il ripristino del presidio d’emergenza e riaccendono il confronto tra opposizioni e comitati.

Pacini, scontro sul futuro dell’ospedale a San Marcello

Sul futuro del presidio sanitario Pacini di San Marcello Piteglio si riaccende lo scontro politico. Le dichiarazioni dell’assessora alla Sanità della Toscana, Monia Monni, pronunciate durante la Festa dell’Unità di Santomato, hanno di fatto escluso il ripristino del Pronto soccorso d’area disagiata per la Montagna Pistoiese. La posizione della Regione ha provocato la reazione delle opposizioni e dei comitati locali.

La contestazione di Fratelli d’Italia

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi, contesta sia la decisione sia il metodo seguito dalla Giunta toscana. Secondo l’esponente dell’opposizione, residenti, associazioni ed eletti della montagna avrebbero il diritto di conoscere nel dettaglio il progetto pilota annunciato per il Pacini. Capecchi critica inoltre il fatto che una scelta con ricadute rilevanti sulla salute pubblica sia stata illustrata in un contesto politico, invece che nelle sedi istituzionali preposte, come la Consulta socio-sanitaria.

Al centro della polemica c’è la possibilità di sostituire il presidio di emergenza con servizi territoriali. Per Capecchi, i servizi territoriali non possono rimpiazzare un pronto soccorso, soprattutto considerando le distanze geografiche dagli altri ospedali, a partire da quello di Pistoia. La Regione ha motivato il mancato ripristino anche con la carenza di personale medico, una difficoltà che, secondo quanto riferito, riguarda persino strutture come quella di Arezzo. Un’argomentazione respinta dal consigliere, che la considera incompatibile con le rivendicazioni della Toscana sul proprio sistema sanitario.

Capecchi ha chiamato in causa anche i sindaci di San Marcello Piteglio e Abetone Cutigliano, Marmo e Bacci, accusandoli di avere condotto trattative riservate senza informare i rispettivi consigli comunali. Fratelli d’Italia ha quindi riproposto la mozione per il riconoscimento della Montagna Pistoiese come area disagiata, un atto già decaduto in passato durante l’esame della commissione Sanità presieduta da Matteo Biffoni.

Le critiche di Forza Italia

Alla presa di posizione di Capecchi si aggiunge quella di Franco Del Re, esponente di Forza Italia, che interpreta l’annuncio della Regione come una chiusura definitiva alle richieste della montagna. Del Re richiama gli undici anni di promesse non mantenute e sostiene che la scelta sia in contrasto con i parametri indicati dal decreto Balduzzi del 2015.

Anche Del Re contesta l’assenza di un confronto diretto sul territorio. L’assessora Monni viene accusata di avere annunciato il progetto durante un’iniziativa del Partito democratico, insieme al sottosegretario Dika e a Renzo Berti, senza incontrare il comitato CREST durante le manifestazioni Dal Pacini non si scende. La minoranza annuncia così la prosecuzione della battaglia nelle sedi istituzionali e sul piano civile, mentre resta aperto il confronto sul modello sanitario destinato alla Montagna Pistoiese.