Confronto regionale

Ospedale Pacini, il Pd chiede garanzie per la montagna pistoiese

Crest e Zeno Colò sollecitano l’accesso al piano e il coinvolgimento della Consulta

Ospedale Pacini, il Pd chiede garanzie per la montagna pistoiese

Il Pd provinciale di Pistoia e il circolo del Pd di San Marcello Piteglio prendono le distanze dalle dichiarazioni dell’assessora regionale alla sanità Monia Monni, pronunciate durante la Festa dell’Unità di Santomato, e rilanciano la richiesta di mantenere un presidio ospedaliero adeguato nella Montagna pistoiese. Al centro del confronto c’è il futuro dell’ospedale Pacini di San Marcello, considerato dai dem una struttura necessaria per garantire assistenza a residenti e turisti e per la tenuta complessiva del territorio.

In una nota, i due organismi del Partito democratico definiscono la parziale dismissione del 2013 un errore che avrebbe prodotto conseguenze negative anche sul San Jacopo di Pistoia, già alle prese con difficoltà organizzative. Secondo il Pd, San Marcello, Pistoia e Pescia devono essere considerati parte di un unico sistema sanitario provinciale. Da qui la richiesta di evitare differenze di trattamento rispetto alle altre aree montane della Toscana e di non creare presidi di serie A e di serie B.

La richiesta sulla radiologia

Pur riconoscendo i vincoli di bilancio della Regione, il Pd chiede una risposta immediata su un intervento ritenuto prioritario: la riattivazione della radiologia del Pacini. L’obiettivo indicato è consentire il corretto funzionamento del punto di primo soccorso. Per i rappresentanti del partito, si tratterebbe soprattutto di un intervento organizzativo, realizzabile anche indipendentemente dalle disponibilità economiche, e di un primo segnale verso un assetto più stabile della sanità provinciale.

La discussione è stata rilanciata anche da Crest e associazione Zeno Colò, che hanno inviato una lettera aperta ai rappresentanti eletti e alla Consulta Socio Sanitaria. Le due realtà chiedono di conoscere i contenuti del progetto pilota annunciato per la sanità della Montagna e di poter esaminare sia la proposta della Regione sia le osservazioni degli amministratori locali.

Le associazioni riferiscono che Monni avrebbe confermato il mancato riconoscimento del Pacini come ospedale di area disagiata e l’assenza di un pronto soccorso. L’assessora, sempre secondo quanto riportato nella lettera, avrebbe spiegato che il progetto pilota è in attesa delle osservazioni dei sindaci, assicurando risposte in tempi rapidi.

Il ruolo della Consulta

Crest e Zeno Colò contestano però il mancato coinvolgimento della Consulta Socio Sanitaria, istituita nel 2025 per seguire i temi dell’assistenza sul territorio. Le associazioni richiamano l’articolo 3 del regolamento, che attribuisce all’organismo funzioni di monitoraggio, controllo e verifica dei servizi sanitari, e sottolineano di avere già avanzato richieste analoghe a metà giugno e nei primi giorni di luglio senza ricevere riscontro.

La richiesta conclusiva è quindi quella di organizzare rapidamente un incontro e consentire alla Consulta di prendere visione del progetto regionale. A sostegno delle associazioni si è espressa anche Democrazia Sovrana Popolare, con una nota firmata dal vicecoordinatore di Pistoia, Gabriele Geri, nella quale vengono criticati l’operato del presidente della Regione e quello dell’assessora Monni.