Sanità estiva

Caldo, accessi in aumento al pronto soccorso di Pistoia

Picchi fino a 233 ingressi quotidiani hanno interessato soprattutto anziani e persone fragili

Caldo, accessi in aumento al pronto soccorso di Pistoia

L’estate appena trascorsa ha lasciato un bilancio impegnativo per il pronto soccorso dell’ospedale San Jacopo di Pistoia. L’ondata di calore, intensa e prolungata, ha prodotto un incremento degli accessi compreso tra il 10% e il 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sottoponendo a una pressione maggiore una struttura già alle prese con la riduzione del personale legata al piano ferie.

In condizioni ordinarie il presidio registra circa 180 ingressi al giorno. Tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre, invece, il numero è salito fino a 233 accessi quotidiani. L’affluenza più elevata si è concentrata in due fasi della stagione: nella seconda parte di luglio, quando le temperature hanno iniziato a mantenersi su valori elevati, e intorno alla metà di agosto, con il protrarsi dello stress termico fino ai primi giorni di settembre.

Le conseguenze sulle persone fragili

Secondo Mirco Donati, direttore del pronto soccorso del San Jacopo, la gestione si è svolta in un contesto strutturalmente complesso, aggravato dall’assenza di una parte del personale per le ferie. La struttura ha comunque mantenuto l’operatività con turni di dodici ore e con l’arrivo di altro personale messo a disposizione dall’azienda sanitaria.

Le principali conseguenze dell’esposizione alle alte temperature hanno riguardato soprattutto anziani e persone fragili. Tra i quadri clinici osservati più frequentemente figurano disidratazione, scompensi elettrolitici, insufficienza renale e sincopi provocate da improvvisi cali pressori. A questi casi si sono aggiunte complicanze associate a una forma virale di gastroenterite influenzale diffusa nello stesso periodo.

Servizio garantito, ma resta l’attenzione

Donati ha spiegato che, nonostante l’incremento degli ingressi, non si è trattato di una maxi emergenza. La natura delle patologie ha infatti consentito interventi rapidi e mirati, permettendo al personale di garantire la tutela del servizio e di gestire i pazienti senza interrompere l’attività ordinaria. Il direttore ha però sottolineato che la crescita costante degli accessi rappresenta un elemento su cui riflettere in vista delle prossime stagioni calde.

Per ridurre il rischio di nuovi episodi di disidratazione e di cali pressori, l’indicazione rivolta soprattutto agli anziani è di bere con regolarità almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno, consumare frutta e verdura, preferire pasti piccoli e frequenti e uscire nelle ore più fresche. Si tratta di precauzioni utili a limitare gli effetti delle temperature elevate sulle persone maggiormente vulnerabili.