Dibattito pubblico

Pistoia tra alleanze metropolitane e crisi della manifattura

Dal palco di Santomato, amministratori, sindacato e politica indicano risorse, collegamenti e formazione come priorità.

Pistoia tra alleanze metropolitane e crisi della manifattura

Il futuro di Pistoia passa dalla capacità di costruire alleanze oltre i confini comunali, intercettare finanziamenti e affrontare la crisi del lavoro. È il quadro emerso dal dibattito organizzato al circolo Arci di Santomato, alla presenza della vicesindaca Stefania Nesi, della parlamentare del Pd Simona Bonafè, dell’assessore al Lavoro e all’Università del Comune di Firenze Dario Danti e del segretario della Cgil di Pistoia e Prato Daniele Giuffredi.

L’incontro si è svolto durante la festa comunale dell’Unità, dove era presente anche una delegazione della Pistoiese. L’amministratore delegato Fabio Fondatori e la vicesindaca Nesi hanno invitato i cittadini a tornare allo stadio Melani, sottolineando la volontà di rafforzare il rapporto tra la squadra e la città. Dal confronto è emersa però una situazione più complessa, segnata da difficoltà economiche, carenza di risorse e necessità di una programmazione condivisa.

Un ufficio per la programmazione

Nesi ha spiegato che, nell’ambito delle deleghe alla pianificazione strategica di area vasta, allo sviluppo economico e alle attività produttive, l’amministrazione sta lavorando alla creazione di un ufficio di programmazione strategica. L’obiettivo è coordinare settori oggi separati e affrontare in modo integrato mobilità, servizi, parità di genere, riduzione della povertà e qualità della vita.

Secondo la vicesindaca, il Comune ha finora mostrato una capacità relativamente bassa di intercettare risorse. L’esempio indicato è quello di Prato, che dal 2005 dispone di un ufficio Europa in grado di rilevare i bisogni, costruire progetti e partecipare ai bandi. La prospettiva indicata non si limita all’asse Pistoia-Prato-Firenze, ma comprende anche Bologna e la direttrice della Porrettana, soprattutto per affrontare il tema della mobilità con una strategia di area.

Lavoro, industria e università

Bonafè ha sottolineato che, dopo la fase straordinaria legata al Covid, il Pnrr non rappresenta più lo stesso strumento e che servono progetti di più ampio respiro. La parlamentare ha richiamato la necessità di non affidare lo sviluppo soltanto a turismo e servizi, difendendo il ruolo della manifattura e accusando il governo di aver ridotto il sostegno agli enti locali.

Danti ha insistito sulla collaborazione tra i poli universitari di Firenze, Pistoia, Prato e Sesto Fiorentino. Ricerca, università e cooperazione, ha osservato, richiedono una visione comune capace di affrontare anche l’espulsione dei giovani dai centri di ricerca, l’impoverimento dei salari e la difficoltà dei Comuni a sostenere la spesa ordinaria.

Il segretario della Cgil Giuffredi ha riportato il confronto sulla situazione produttiva locale. Nel 2025 la cassa integrazione straordinaria a Pistoia è aumentata del 177%, mentre nel primo semestre del 2026 sono già state autorizzate oltre un milione di ore di cassa integrazione ordinaria. Il territorio, ha aggiunto, registra la disoccupazione più alta della Toscana, in particolare quella femminile, e livelli di inflazione tra i più elevati d’Italia.

La crisi è stata ricondotta anche alla deindustrializzazione: negli anni Settanta il manifatturiero occupava il 50% degli addetti, mentre oggi la quota è scesa al 25%. Per Giuffredi non basta spostare l’economia verso un terziario spesso caratterizzato da appalti poveri e part-time involontari. Servono investimenti nella scuola, nella formazione permanente e nelle competenze, oltre a servizi pubblici locali più solidi. In questo quadro, la costruzione di una visione territoriale condivisa viene indicata come condizione per rendere Pistoia più attrattiva e sostenere il lavoro.