Il consiglio comunale aperto di Agliana ha dato spazio agli interventi dei cittadini sull’ipotesi di revamping dell’inceneritore di Montale, inserita nel piano di ambito 2025-2036. La seduta, richiesta dai gruppi di opposizione Pd e Agliana in Comune, si è svolta nella sala consiliare e ha consentito alla cittadinanza di intervenire direttamente nel dibattito.
Al centro degli interventi sono rimasti i dubbi sul possibile raddoppio dell’impianto, sulle alternative tecnologiche e sui costi della bonifica del sito. Diversi partecipanti hanno sostenuto che il territorio abbia già sopportato per decenni il peso dell’inceneritore, senza ricevere ristori e servizi ritenuti adeguati. Tra le domande rivolte all’amministrazione anche quella relativa alla ripartizione delle spese di bonifica e al ruolo dei Comuni proprietari.
Le critiche al progetto
Federica Ciardi, del comitato Noncistiamo, ha contestato modalità e tempi della seduta, sostenendo che non abbiano garantito una rappresentanza sufficiente. Nel suo intervento ha espresso perplessità sulla proposta di un impianto con torcia al plasma, richiamando il tema del recupero di materia e di energia, e ha ribadito la contrarietà dei cittadini dei territori interessati alla prosecuzione dell’attività dell’inceneritore.
Massimo Bartoli, ex consigliere comunale, ha ricordato l’impegno assunto nel 2019 per la chiusura dell’impianto entro il 2023 e le dichiarazioni successive sulla sua presunta fine vita. Ha inoltre citato la mozione Rifiuti zero approvata nel 2024, che a suo giudizio non sarebbe stata attuata, e ha richiamato la questione degli sforamenti registrati dall’impianto. Carolina Acciai ha invece sollecitato i Comuni proprietari, tra cui Agliana, a esercitare pienamente le proprie responsabilità.
Il nodo della bonifica
Patrizia Esposito, presidente dell’Auser, ha chiesto chiarimenti sull’entità dei costi di bonifica del sito e sulla ragione per cui dovrebbero ricadere esclusivamente sui Comuni proprietari, considerando il carattere strategico dell’impianto per l’Ato. Alla stessa amministrazione è stata rivolta anche una domanda sulla scelta della torcia al plasma e sui possibili effetti sulla salute nel lungo periodo.
Alberto Guercini, già consigliere comunale, ha definito un fallimento politico il mancato superamento della questione dopo dodici anni di discussioni. Eleanna Ciampolini, ex sindaca di Agliana e componente della segreteria Pd, ha parlato di una scelta destinata a incidere sul futuro del territorio per altri cinquant’anni. Secondo Ciampolini, il piano di indirizzo dell’Ato lascia aperte le strade della chiusura e del raddoppio, mentre il sindaco avrebbe un potere di veto nell’assemblea del Cis.
Nel corso della seduta, gli interventi hanno quindi evidenziato una posizione largamente contraria al raddoppio, accompagnata dalla richiesta di maggiori informazioni sulla soluzione alternativa e sulle conseguenze ambientali e sanitarie. Restano da chiarire anche i costi della bonifica e le responsabilità dei Comuni coinvolti nelle decisioni sul futuro dell’impianto.