È stato un confronto partecipato quello ospitato martedì sera dal consiglio comunale aperto di Agliana sul futuro dell’inceneritore. Cittadini, maggioranza e opposizione si sono confrontati sul possibile raddoppio dell’impianto e sulle alternative per la gestione dei rifiuti nell’area della Piana.
Il sindaco Luca Benesperi, sollecitato a chiarire la posizione dell’amministrazione dopo l’astensione nell’assemblea Ato, ha ribadito la necessità di attendere dati completi prima di assumere una decisione. La posizione di Agliana, ha spiegato, sarà definita sulla base dei numeri e delle informazioni disponibili, senza un orientamento già stabilito a favore o contro il potenziamento del termovalorizzatore.
La commissione proposta dall’opposizione
Nel corso dell’assemblea, il consigliere del Pd Nicolò Paroli ha annunciato la presentazione di una mozione per istituire una commissione speciale. L’organismo dovrebbe raccogliere e valutare i dati necessari a esaminare anche l’ipotesi di chiusura dell’impianto. Paroli ha chiesto tempi rapidi per la costituzione della commissione e la convocazione di una seduta dedicata, auspicando il sostegno del sindaco e sottolineando l’attesa dei cittadini sulle scelte che riguardano il territorio.
Il progetto della maggioranza
Dalla maggioranza, la consigliera di Fratelli d’Italia Elena Innocenti ha presentato una proposta alternativa a quella del raddoppio e alla già annunciata ipotesi della torcia al plasma. L’idea è riconvertire il sito di Montale in un impianto per la valorizzazione della frazione organica, attraverso un sistema integrato di digestione anaerobica e compostaggio.
Secondo la proposta, la digestione anaerobica potrebbe trasformare la componente organica in biogas, utilizzabile per produrre energia elettrica e calore oppure convertibile in biometano. Alla stessa linea verrebbe affiancato un impianto di compostaggio destinato alla produzione di ammendanti e compost. Innocenti ha collegato il progetto alla filiera del vivaismo della Piana, sostenendo che le aziende del settore acquistano oggi parte di questi materiali al di fuori del territorio.
La consigliera ha definito l’iniziativa un modello di economia circolare, basato sulla possibilità di trasformare i rifiuti in energia e materia da reimpiegare localmente. L’obiettivo indicato non sarebbe quindi un revamping dell’inceneritore né la costruzione di un nuovo impianto per bruciare rifiuti, ma la trasformazione dell’area in un polo dedicato al recupero delle risorse. La proposta dovrà ora essere approfondita insieme ai dati richiesti nel dibattito consiliare.