La raccolta di firme promossa dai consiglieri di minoranza contro il nuovo progetto di raccolta differenziata ha provocato la reazione dei gruppi di maggioranza del Comune di Pescia. L’iniziativa era stata annunciata durante una conferenza stampa da Alessio Spelletti del Gruppo Misto, Vittoriano Brizzi, Roberto Bellandi e Celeste Vassallo di Pescia Cambia, con l’obiettivo di fermare l’avvio del nuovo sistema, previsto dal 30 novembre.
A intervenire con una nota congiunta sono stati i gruppi consiliari del Partito Democratico, di Una Storia Nuova e di Pescia è di Tutti. La maggioranza ha contestato la posizione delle opposizioni, sostenendo che le critiche al modello porta a porta evidenzierebbero contraddizioni rispetto alle scelte compiute negli anni precedenti.
Le contestazioni della maggioranza
Secondo i gruppi di governo, il modello di raccolta da applicare a Pescia era stato deciso nel febbraio 2014, quando alla guida dell’amministrazione si trovava il centrodestra. La maggioranza ha inoltre chiamato in causa i sostenitori dell’ex sindaco Giurlani, accusandoli di non aver applicato lo stesso sistema già adottato nei comuni circostanti dal 2018.
Nella nota viene citato anche Spelletti, che si sarebbe candidato in una coalizione comprendente tra i propri obiettivi il riallineamento di Pescia agli altri comuni del territorio. Da qui, secondo le forze di governo, l’accusa di scarsa coerenza rivolta a una parte dell’opposizione, oggi contraria al passaggio alla raccolta domiciliare.
La gestione della fase di transizione
La maggioranza sostiene che il superamento dei cassonetti sia un passaggio necessario e ricorda che, a suo giudizio, il nuovo sistema avrebbe dovuto essere introdotto già da otto anni. Nella nota viene anche affermato che la presenza dei contenitori avrebbe reso Pescia un punto di deposito per i rifiuti provenienti da un’area più ampia, mentre nei comuni vicini erano già state adottate modalità differenti.
Le forze di governo hanno infine assicurato che la fase di transizione sarà gestita con attenzione e buon senso. La replica si conclude con una critica all’amministrazione precedente, ritenuta responsabile di non aver affrontato tempestivamente il cambiamento, e con il richiamo agli atti e ai fatti citati nella nota congiunta.