La seduta del consiglio comunale di Agliana del 28 settembre continua a suscitare polemiche. Al prefetto sono stati presentati due esposti distinti, uno dal comitato contro l’inceneritore NonCistiamo e l’altro dal Partito democratico, entrambi legati alla gestione della riunione e al confronto sulle prospettive dell’impianto di smaltimento rifiuti di Montale.
La segnalazione del comitato
Il comitato NonCistiamo ha inviato una segnalazione-esposto nella quale denuncia una presunta inosservanza dei doveri di garanzia, la violazione del regolamento consiliare e una lesione della trasparenza democratica da parte del presidente del consiglio comunale di Agliana, con riferimento a quanto avvenuto durante la seduta.
Rosanna Crocini, a nome del comitato, ha spiegato che il documento è stato sottoscritto da 26 cittadini di Agliana e dei comuni interessati, presenti alla riunione consiliare. Al prefetto viene chiesto di acquisire i verbali e le registrazioni audio-video della seduta e di richiamare formalmente il presidente del consiglio comunale al rispetto rigoroso e imparziale del proprio ruolo istituzionale.
Secondo il comitato, l’intervento dovrebbe servire a evitare il ripetersi di condotte ritenute lesive della trasparenza democratica, dei diritti delle minoranze e della regolarità delle sedute. Le contestazioni riguardano quindi sia le modalità con cui si è svolto il dibattito, sia il ruolo di garanzia attribuito alla presidenza dell’assemblea.
L’esposto del Pd e le mozioni ritirate
Anche il Partito democratico, come annunciato in precedenza, ha presentato un esposto in prefettura. Il partito sostiene che la maggioranza abbia utilizzato la propria forza numerica per azzerare il dibattito consiliare e il confronto politico.
Nel corso della seduta, i gruppi di opposizione Pd e Agliana in Comune avevano presentato due mozioni. La prima chiedeva al consiglio di esprimere una netta contrarietà al Piano di Ambito, che prevede per l’impianto di smaltimento rifiuti di Montale un aumento della capacità fino a 100.000 tonnellate l’anno. La seconda proponeva di sospendere la procedura di adozione del Piano d’Ambito 2025-2035, per il tempo necessario a ricevere e approfondire la documentazione.
La maggioranza aveva presentato emendamenti su entrambe le mozioni, modificandone i testi e inserendo come impegno finale l’istituzione di un tavolo tecnico-politico. Agliana in Comune e Pd hanno quindi ritirato le proprie proposte. I capigruppo Silvia Pieri e Guido Del Fante hanno sostenuto che gli emendamenti avessero stravolto le mozioni, annullandone il significato originario.
La riunione del 28 settembre si era svolta in un clima particolarmente acceso, con diverse sospensioni anche per verificare la regolarità degli emendamenti. Al termine delle valutazioni, gli emendamenti erano stati dichiarati legittimi e ammissibili dalla segretaria generale e dal presidente del consiglio comunale. I due esposti chiedono ora al prefetto di esaminare gli atti e le modalità con cui si è svolta la seduta.