Lo Sporting Casini di Quarrata ha deciso di non presentare ricorso contro la squalifica di dieci giornate inflitta dalla giustizia sportiva a un giovane della formazione Juniores Under 19. Il provvedimento è arrivato dopo la gara del campionato provinciale disputata lo scorso fine settimana contro il Casalguidi, allenato da Marco Iori.
La società, pur contestando la ricostruzione contenuta nel bollettino federale, ha rinunciato all’impugnazione per motivi tecnici. In particolare, secondo quanto riferito da uno dei dirigenti, un eventuale nuovo verdetto potrebbe arrivare soltanto a metà novembre, quando una parte consistente della squalifica sarebbe già stata scontata. Questo, nella valutazione del club, ridurrebbe l’efficacia concreta di un possibile esito favorevole.
Le versioni dei due club
Giacomo Baldi, dirigente dello Sporting Casini, ha ribadito che il giocatore non avrebbe rivolto epiteti razzisti all’avversario. Il dirigente ha riconosciuto la presenza di tensioni al termine dell’incontro, precisando però che si sarebbe trattato di scaramucce tra tesserati di entrambe le squadre. La partita si era conclusa con la vittoria del Casalguidi per 2-1.
La ricostruzione riportata nel provvedimento disciplinare è diversa: al termine della gara, il calciatore dello Sporting Casini si sarebbe avvicinato a un avversario rivolgendogli parole denigratorie legate alla razza e al colore della pelle. Il giocatore del Casalguidi avrebbe reagito tentando di aggredirlo. Per questo motivo, anche il giovane della formazione avversaria è stato squalificato, in questo caso per due giornate.
La rinuncia al ricorso
In un primo momento Luca Benesperi, allenatore dello Sporting Casini e sindaco di Agliana, aveva annunciato l’intenzione di ricorrere per tutelare il ragazzo e l’immagine della società. Nel messaggio aveva sostenuto che il club non riconosce la cultura del disprezzo razziale e che la squadra è da sempre un luogo aperto e inclusivo.
Dopo una valutazione compiuta nel corso della giornata, tuttavia, la società quarratina ha comunicato la decisione definitiva di non procedere. Entrambi i club hanno difeso i propri tesserati rispetto a quanto accaduto dopo il fischio finale. Con la rinuncia dello Sporting Casini al ricorso, la vicenda disciplinare appare al momento conclusa, mentre resta la divergenza tra le versioni delle due formazioni sull’origine e sulla natura degli episodi avvenuti a bordo campo.