Si è concluso ieri mattina il processo che vedeva imputato un professore pistoiese, accusato di molestie nei confronti di una studentessa minorenne. Davanti al giudice dell’udienza preliminare, Patrizia Martucci, è stata accolta la richiesta di patteggiamento, con l’accordo del pubblico ministero Chiara Contesini, che aveva diretto le indagini dei carabinieri. La pena inflitta è stata di due anni, sospesa, con revoca della misura cautelare del braccialetto elettronico e del divieto di avvicinamento alla parte offesa.
Il docente, di 59 anni, era difeso dall’avvocato Andrea Mitresi del foro pistoiese. La giovane, assistita dall’avvocato Enrico Zurli del foro fiorentino, si era costituita parte civile nel procedimento. L’indagine era scattata dopo la denuncia della ragazza, che aveva riferito di essere stata palpeggiata a scuola e di aver subito tentativi di bacio da parte dell’insegnante.
Secondo quanto emerso, i due avevano scambiato numerosi messaggi, alcuni dei quali molto confidenziali, fin dall’inizio dell’anno scolastico 2024. La situazione era diventata insostenibile, tanto che la ragazza aveva chiesto aiuto alla madre e successivamente a una docente, che aveva informato la preside della scuola.
Il percorso di recupero
L’avvocato Mitresi ha sottolineato che il suo assistito ha risarcito il danno alla parte civile e sta seguendo un percorso di recupero, obbligatorio per questo tipo di reato, per poter beneficiare della condizionale. La concessione della sospensione condizionale della pena è subordinata alla partecipazione a specifici corsi di recupero, che durano un anno e sono condotti da professionisti specializzati.
Il legale della parte civile, avvocato Zurli, ha commentato la chiusura del processo, evidenziando che il risarcimento rappresenta un’ammissione di responsabilità e segna la fine di una vicenda che ha profondamente segnato la sua assistita. Ha inoltre sottolineato che la definizione del caso conferma integralmente quanto dichiarato dalla ragazza in fase di denuncia.