Resta teso il confronto sul futuro degli impianti di risalita del comprensorio dell’Abetone. Le distanze tra le società di gestione, secondo quanto emerso nel dibattito politico locale, potrebbero portare alla nascita di due consorzi distinti: uno comprendente la Doganaccia e gli impianti di proprietà comunale, tra cui le seggiovie Selletta, Riva e Regine e lo ski-lift del Gomito, e un altro formato da Società Abetone Funivie e Val di Luce.
Lo scenario prospettato è quello di una possibile divisione del comprensorio, con la conseguente necessità di utilizzare due diversi skipass. Dopo il richiamo del sindaco Gabriele Bacci agli operatori del settore affinché prevalga il senso di responsabilità, sul tema è intervenuto il gruppo di minoranza Siamo Abetone Cutigliano, che ha chiesto le dimissioni del primo cittadino.
Le contestazioni sul bando
La minoranza considera la situazione preoccupante per il territorio, per gli operatori e per il turismo. Nel mirino c’è soprattutto il percorso seguito dall’amministrazione per l’affidamento degli impianti pubblici, assegnati per nove anni. Secondo il gruppo consiliare, quella scelta, presentata come elemento di stabilità, rischia invece di aggravare le divisioni tra le società di gestione e di indebolire la competitività della località rispetto ad altri comprensori sciistici.
Il gruppo precisa di non voler entrare nel merito delle decisioni imprenditoriali, che definisce legittime e da rispettare, ma contesta le modalità con cui è stato predisposto il bando. A giudizio della minoranza, il documento non imponeva un confronto o una trattativa con il consorzio già esistente e prevedeva invece interlocuzioni separate con le singole società. Proprio questa impostazione, sostiene Siamo Abetone Cutigliano, avrebbe favorito il rischio di una frattura nella gestione complessiva degli impianti.
La richiesta al sindaco
Nel documento diffuso dalla minoranza viene rivolto un appello agli imprenditori perché prevalga una gestione orientata all’interesse generale. Allo stesso tempo, però, le responsabilità politiche vengono ricondotte all’amministrazione comunale e in particolare al sindaco Bacci, chiamato a spiegare chi debba rispondere della situazione attuale.
La minoranza cita inoltre i rapporti tra gli amministratori e le società, le trattative ritenute poco efficaci, alcune scelte giudicate discutibili e il provvedimento sulla tassa di soggiorno. Per il gruppo, l’affidamento degli impianti per nove anni non è sufficiente a garantire stabilità, che dovrebbe poggiare anche sul dialogo e su una visione condivisa del territorio. Da qui la conclusione politica: se l’amministrazione non sarà in grado di assicurare queste condizioni, la richiesta è quella delle dimissioni del sindaco.