Giustizia e processo

Omicidio Blandino: respinta la richiesta di rito abbreviato

Inizia il processo per Giuseppe Blandino, accusato dell'omicidio del padre Salvatore.

Omicidio Blandino: respinta la richiesta di rito abbreviato

Si è aperta ieri mattina, a Firenze, la prima udienza del processo in Corte d’Assise a carico di Giuseppe Blandino, il fabbro di 42 anni accusato dell’omicidio volontario aggravato del padre Salvatore. Un procedimento che riapre una ferita profonda per la comunità di Quarrata, scossa da un delitto le cui dinamiche sono emerse drammaticamente nel corso delle indagini condotte dal pubblico ministero Claudio Curreli.

Durante l’udienza, il difensore dell’imputato, l’avvocato Enrico Giuntini del Foro di Pistoia, ha rinnovato la richiesta di rito abbreviato, condizionandola al bilanciamento tra le aggravanti contestate, il parricidio e l’uso indebito della carta bancomat, e le attenuanti legate allo stato d’ira causato da un fatto ingiusto altrui. Tuttavia, la Corte ha respinto l’istanza.

La difesa ha esposto in modo esaustivo la propria linea strategica, delineando il percorso che sarà seguito durante il dibattimento fissato per il prossimo ottobre. I fatti risalgono all’estate del 2025, quando il corpo di Salvatore Blandino fu rinvenuto il 22 luglio, un mese dopo la scomparsa dalla sua abitazione di Quarrata, sepolto in un campo in località Ferruccia di Agliana.

Le indagini dei carabinieri scattarono immediatamente dopo la sparizione dell’anziano, innescate dal mancato riscontro alle telefonate dei familiari e consolidate da un sospetto prelievo bancomat che portò i militari dritti al figlio. Secondo la ricostruzione, Salvatore sarebbe stato ucciso tra le mura domestiche da ripetuti fendenti. Durante l’interrogatorio dello scorso gennaio, Giuseppe Blandino aveva fornito una confessione riguardo alle modalità dell’accaduto, parlando di un violento alterco con il padre, degenerato poi in una tragica fatalità e culminato nell’occultamento del cadavere.

La confessione rimane un passaggio centrale nel fascicolo processuale e ora diviene oggetto di analisi da parte della corte d’Assise. L’attenzione si sposta verso il dibattimento autunnale, dove l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Curreli, dovrà provare la gravità delle accuse, mentre il legale difensore punterà a una riqualificazione della pena basata sul contesto emotivo e relazionale che avrebbe preceduto il delitto.