L’Unione Generale del Lavoro (Ugl) ha lanciato un appello per un cambio di passo nella lotta contro lo sfruttamento lavorativo e il caporalato, fenomeni che continuano a colpire anche il territorio pistoiese. Tiziano Fabbri, Segretario Provinciale di Ugl Pistoia, ha evidenziato come questi episodi ledano la dignità delle persone e compromettano i principi di legalità e concorrenza tra le imprese.
Fabbri ha dichiarato: “Anche nel nostro territorio si registrano episodi di particolare gravità riconducibili a sfruttamento lavorativo e caporalato. Abbiamo assistito a proteste e presìdi davanti ai cancelli di alcune aziende, come nel caso di Agliana, promossi da sindacati di base e associazioni di lavoratori”. Sebbene l’Ugl riconosca il diritto di sciopero, il segretario ha sottolineato che le iniziative autonome non sono sufficienti per affrontare un fenomeno così complesso e strutturato.
Proposte per un intervento coordinato
Secondo l’Ugl, il rischio è che le vertenze possano portare alla chiusura delle aziende coinvolte e alla conseguente perdita di posti di lavoro, come già accaduto in passato con la Iron & Logistic di Montale. Fabbri ha messo in evidenza che nei territori più piccoli, la chiusura di un’azienda rappresenta un danno non solo per i lavoratori, ma per l’intera comunità.
Per affrontare la situazione, l’Ugl propone un percorso comune tra Cgil, Cisl, Uil e Ugl, insieme agli enti competenti, per contrastare con maggiore efficacia illegalità e sfruttamento. Tra le proposte c’è la creazione di un gruppo di lavoro permanente che coinvolga la Prefettura, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, le Forze dell’Ordine, la Guardia di Finanza, le Polizie Locali, le associazioni datoriali e gli Enti locali.
Un tavolo provinciale contro il caporalato
Fabbri ha concluso affermando che è necessario istituire un tavolo provinciale permanente contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo, capace di programmare controlli coordinati e garantire tutela alle vittime. “Contrastare questi fenomeni significa difendere la dignità dei lavoratori e sostenere le imprese che rispettano le regole. Solo una collaborazione stabile tra istituzioni e parti sociali potrà rafforzare la legalità nel mondo del lavoro e offrire risposte efficaci anche sul territorio pistoiese”.