Un 22enne è stato arrestato dai carabinieri a Empoli dopo aver sottratto gioielli e altri preziosi a una donna di 86 anni residente a Lamporecchio. Il giovane, originario di Verona e residente in Campania, si sarebbe presentato come il maresciallo dell’Arma in servizio nella zona, utilizzando la tecnica della truffa del finto carabiniere.
La telefonata e la consegna dei preziosi
Secondo quanto ricostruito, il giovane avrebbe contattato telefonicamente l’anziana sostenendo che alcuni documenti del marito erano stati trovati in una gioielleria rapinata. Con questo pretesto le avrebbe chiesto di raccogliere i beni preziosi presenti in casa, spiegando che sarebbero serviti per essere fotografati e confrontati con la refurtiva.
La donna avrebbe quindi messo insieme sei collane, cinque bracciali d’oro e tredici anelli, alcuni dei quali con brillanti. Nel bottino sarebbero finiti anche tre orologi e diversi accessori e monili in oro e argento. Poco dopo, il presunto militare si sarebbe presentato nell’abitazione e avrebbe ritirato tutti gli oggetti.
Per raggiungere Lamporecchio dalla stazione di Empoli, il 22enne avrebbe utilizzato un taxi. Dopo la consegna dei preziosi sarebbe tornato verso la stazione con un secondo taxi. L’anziana, insospettita o comunque accortasi dell’inganno, si è rivolta subito alla stazione dei carabinieri, facendo scattare gli accertamenti.
La segnalazione dei tassisti
La svolta nelle indagini sarebbe arrivata grazie ai due tassisti che avevano accompagnato il giovane nei due tragitti. I conducenti si sarebbero accorti del comportamento anomalo del passeggero e avrebbero avvertito i carabinieri del posto, fornendo elementi utili per individuarlo.
I militari hanno raggiunto la stazione di Empoli e hanno fermato il giovane. Il 22enne aveva ancora con sé la refurtiva, circostanza che ha portato all’arresto in flagranza. I preziosi sono stati recuperati e la vicenda è stata portata all’attenzione dell’autorità giudiziaria.
L’arresto è stato successivamente convalidato dal tribunale di Firenze, che ha disposto per il giovane gli arresti domiciliari con l’ausilio del braccialetto elettronico. La ricostruzione dei fatti e le responsabilità dell’indagato saranno valutate nelle successive fasi del procedimento.