Sabato 7 novembre i comitati contrari agli impianti di incenerimento si mobiliteranno tra Pistoia e Montale con una giornata di confronto e protesta. L’iniziativa è promossa dal comitato NonCistiamo Montale-Agliana e da Zero Waste Italy, con l’obiettivo di presentare soluzioni alternative allo smaltimento dei rifiuti basate sulla riduzione e sul recupero della materia, senza ricorrere alla combustione.
Il confronto sul piano alternativo
Il primo appuntamento è previsto dalle 9.30 alle 12.30 nella sala soci Coop di Pistoia, dove si terrà l’incontro-convegno dal titolo Che se ne fa dei rifiuti?. Nel corso della mattinata sarà illustrata la proposta di Piano d’ambito elaborata da Zero Waste Italy, alternativa al trattamento termico dei rifiuti. Il documento dovrebbe essere successivamente sottoposto alla Regione Toscana e all’Ato.
A presentare il progetto saranno Rossano Ercolini, Fabrizio Bertini e Stefano Seghetti. Sono inoltre previsti gli interventi di comitati e realtà impegnate sul tema, amministratori dei Comuni che aderiscono alle reti Rifiuti zero e Comuni virtuosi. L’incontro sarà aperto anche ad altri enti locali interessati a confrontarsi sulle strategie di gestione dei rifiuti e sulle esperienze di raccolta differenziata.
La marcia fino all’impianto
Nel pomeriggio il programma si sposterà a Montale. La marcia popolare partirà alle 14.30 da piazza Matteotti e raggiungerà via Tobagi, davanti all’inceneritore. Lo slogan della manifestazione sarà Basta inceneritori e basta incenerimento, a sostegno della richiesta di un modello fondato sulla prevenzione, sulla diminuzione dei rifiuti prodotti e sul recupero dei materiali.
La mobilitazione è stata presentata da tre rappresentanti di NonCistiamo: Spartaco Marchettini di Agliana, Mira Contini, residente a Stazione di Montale, e Federico De Galleani di Sesto Fiorentino. I promotori hanno indicato tre questioni principali, a partire dagli effetti di cinquant’anni di attività dell’inceneritore sul territorio.
Secondo il comitato, nei primi quindici anni l’impianto avrebbe funzionato senza filtri. Anche dopo la loro installazione, sostengono i rappresentanti, l’inceneritore sarebbe stato fermato due volte per la pericolosità di emissioni sfuggite al controllo. I promotori ricordano inoltre uno sforamento avvenuto nel luglio scorso e contestano i ritardi nella comunicazione dell’episodio, sia ai cittadini sia ai sindaci.
Un altro tema riguarda i ristori ambientali. Per NonCistiamo, l’aumento o l’estensione delle compensazioni economiche non risolverebbe il problema sanitario e ambientale: la domanda posta dal comitato è se sia possibile monetizzare la salute. La terza questione chiamata in causa è la votazione nell’Ato Toscana Centro, dove secondo i promotori ai sindaci sarebbe stato chiesto di scegliere tra un nuovo impianto a Montale e il trasferimento dei rifiuti fuori dal territorio.
Il comitato ritiene però che il confronto debba partire dalle priorità indicate dall’Unione europea, individuate nella riduzione dei rifiuti e nel recupero della materia, non nell’incenerimento. I promotori sottolineano infine l’alta percentuale di raccolta differenziata raggiunta da Montale e Agliana e chiedono che le conseguenze delle scelte sulla gestione dei rifiuti non ricadano in modo indifferenziato sui territori coinvolti.