Il Partito Democratico di Montale si schiera a favore della consultazione popolare in merito alla realizzazione di un inceneritore da 100mila tonnellate all’anno, avanzando la richiesta di sospendere il piano dell’Ato per avviare un referendum. L’appello è stato lanciato durante la seduta di giovedì 5 agosto 2026, in seguito a forti critiche espresse dal Pd riguardo alla proposta dell’Ato Toscana centro.
La segretaria comunale, Valentina Meoni, ha sottolineato che il sindaco e i consiglieri devono farsi portavoce della richiesta di sospensione della procedura di adozione del piano d’ambito, accogliendo l’istanza formulata dalle minoranze. Il partito ritiene essenziale il coinvolgimento e la partecipazione attiva del consiglio comunale, dei partiti e delle associazioni, come promesso in precedenza.
Posizioni e critiche
Il Pd ha ribadito il suo appoggio a forme di consultazione popolare sul termovalorizzatore, evidenziando che la scelta di un impianto da 100mila tonnellate annue sul sito attuale, programmato per lo smantellamento, è inaccettabile. Secondo il partito, tale opzione ritarderebbe la capacità dell’Ato di diventare autosufficiente, lasciando incertezze sulla gestione dei rifiuti dopo la chiusura dell’attuale impianto nel 2029.
“Il nostro territorio ha già dato molto”, afferma il Pd, riferendosi all’impegno di gestire l’impianto per quasi cinquant’anni e alla storica capacità di superare il 65% di raccolta differenziata, posizionandosi tra i comuni toscani più virtuosi in termini di riciclo. In pieno spirito solidaristico, il partito intende avanzare osservazioni al Piano d’Ambito per esplorare soluzioni alternative a quelle attualmente proposte.
Prossime azioni
Nel prossimo consiglio comunale, fissato per il 13 agosto, i gruppi di minoranza Noi per Montale e Montale Rinasce presenteranno mozioni per modificare lo statuto e consentire il referendum sull’inceneritore, a sottolineare così la richiesta di sospensione dell’adozione del piano di ambito dell’Ato.