Gestione rifiuti

Inceneritore, il Pd di Montale chiede una consultazione accessibile

Ato: quesito semplice e voto garantito anche ad anziani e non autosufficienti; decisione sospesa fino all’esito delle urne.

Inceneritore, il Pd di Montale chiede una consultazione accessibile

La consultazione popolare sul futuro dell’inceneritore di Montale dovrà essere chiara, effettiva e accessibile a tutti. È la posizione espressa dal Partito democratico di Montale, che interviene nel dibattito sul piano dell’Ato Toscana Centro e sulla proposta di raddoppiare la capacità dell’impianto, portandola a 100mila tonnellate annue.

Secondo la segreteria del Pd, il quesito da sottoporre ai cittadini dovrà essere semplice e riguardare la volontà di accogliere o respingere la proposta contenuta nel piano. Il partito chiede inoltre che siano adottate tutte le misure necessarie per consentire la partecipazione anche alle persone anziane e non autosufficienti, attraverso l’utilizzo delle diverse sedi istituzionali dell’ente.

La richiesta sul voto nell’Ato

Il Pd sollecita l’amministrazione comunale a farsi garante del fatto che il voto di Montale in seno all’Ato resti sospeso fino alla conclusione della consultazione. La richiesta si inserisce in un giudizio critico già espresso sul piano d’ambito, rispetto al quale il partito rivendica di avere manifestato fin dall’inizio le proprie perplessità senza ambiguità.

La contrarietà, precisano i democratici, non sarebbe un rifiuto ideologico degli impianti. Il problema della gestione dei rifiuti, sostiene il partito, esiste e deve essere affrontato con strutture dedicate al trattamento, al riciclo e allo smaltimento, così da rendere autosufficiente l’Ato Toscana Centro ed evitare un aumento delle tariffe. La responsabilità della pianificazione del ciclo dei rifiuti e della localizzazione degli impianti viene attribuita anche alla politica regionale.

Il futuro dell’impianto

Nel documento, il Pd ricorda che in precedenza era stata individuata l’area di Case Passerini per la realizzazione di un nuovo impianto. Venuta meno quella possibilità, le amministrazioni locali si sarebbero orientate verso la chiusura del termovalorizzatore di Montale, considerato ormai vetusto. Da qui la domanda sul motivo per cui il piano dell’Ato abbia previsto il raddoppio dell’impianto senza individuare altri siti, nonostante la proroga al 2029 fosse stata collegata anche alla ricerca di alternative.

Il partito contesta inoltre che ancora una volta il peso della chiusura del ciclo dei rifiuti ricada sul territorio montalesе. Viene ricordato che il comune ha raggiunto livelli di raccolta differenziata superiori all’80 per cento e che da quasi mezzo secolo sostiene l’onere della gestione dell’impianto, senza ricevere ristori economici ritenuti adeguati.

La segretaria del Pd Valentina Meoni valuta positivamente la partecipazione registrata nel confronto sull’inceneritore, ma invita a ricondurre i toni accesi alla dialettica politica. Il partito ha infine annunciato un’assemblea degli iscritti per il 30 settembre alle 21.15.