Scontro politico

Inceneritore, il referendum divide il Consiglio comunale

Democratici e Noi per Montale si contendono la lettura dell’intesa raggiunta sulla consultazione popolare.

Inceneritore, il referendum divide il Consiglio comunale

Il Partito Democratico-Unione Comunale di Montale rivendica il risultato raggiunto nella seduta straordinaria del 13 agosto, durante la quale il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione sulla consultazione popolare legata all’inceneritore. Il documento prevede anche l’impegno a sospendere la procedura di adozione del piano Ato, così da consentire lo svolgimento della consultazione.

In una nota, il Pd ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto e ha ringraziato il sindaco, l’amministrazione e i gruppi consiliari. Il partito ha inoltre manifestato vicinanza al capogruppo di maggioranza Salvador Righi, indicandone il ruolo di coordinamento e mediazione con le altre forze politiche. Secondo i democratici, il confronto sarebbe stato condotto nel rispetto delle diverse posizioni, nonostante quelli che vengono definiti forti attacchi e strumentalizzazioni da parte delle opposizioni.

La ricostruzione del Pd

Il Partito Democratico sostiene che, dopo l’approvazione della mozione, si apra una nuova fase. Il lavoro dovrà concentrarsi sulla formulazione dei quesiti nelle commissioni consiliari, con l’obiettivo di permettere ai cittadini di esprimersi su una questione considerata decisiva per il territorio. Per il Pd, la consultazione rappresenta lo strumento per garantire la partecipazione diretta alla vita pubblica e consentire alla popolazione di manifestare la propria posizione sull’impianto.

La nota ha però provocato la reazione del gruppo di minoranza Noi per Montale, che aveva presentato in Consiglio la mozione poi approvata. Il capogruppo Lorenzo Bandinelli ha accusato il Pd di fornire una ricostruzione distorta dell’accaduto e ha sostenuto che la maggioranza, inizialmente, non avrebbe voluto accogliere né la consultazione sull’inceneritore né la sospensione delle decisioni relative all’impianto.

La replica della minoranza

Secondo Bandinelli, l’approvazione sarebbe arrivata soltanto quando il rifiuto delle proposte dell’opposizione sarebbe diventato politicamente difficile da sostenere. Il capogruppo afferma inoltre che la mozione non sarebbe stata emendata dal Pd, perché era già stata modificata e condivisa dai gruppi di minoranza nei giorni precedenti alla seduta.

Il rappresentante di Noi per Montale ha poi criticato il ruolo svolto da Righi nelle trattative preliminari, sostenendo che alcune sue posizioni avrebbero messo a rischio il raggiungimento dell’accordo. Bandinelli ha infine precisato che l’espressione consultazione popolare era già contenuta in una versione del documento elaborata dalle opposizioni prima della riunione consiliare. Il punto di convergenza raggiunto in aula resta quindi accompagnato da due letture contrapposte sull’origine della proposta e sul percorso che ha portato all’approvazione.