Un nuovo comitato, denominato ‘NonCIStiamo’, è stato creato per opporsi alla chiusura dell’inceneritore di Montale e al suo possibile raddoppio. Gli obiettivi del comitato sono chiari: promuovere alternative come il progetto ‘Rifiuti zero’ e informare la popolazione sui rischi associati agli inceneritori.
La riunione di lunedì sera al circolo Scintilla ha visto una partecipazione significativa da parte dei cittadini di Agliana, Montale e dell’area limitrofa Prato-Pistoia. Durante l’incontro, il motto ‘Senza la gente non si decide niente’ ha risuonato tra i presenti, sottolineando l’importanza della partecipazione attiva della comunità nelle decisioni riguardanti l’ambiente.
Le preoccupazioni dei cittadini
Il comitato è stato formato in risposta all’ipotesi avanzata dal direttore dell’Ato Toscana Centro di costruire un nuovo termovalorizzatore in via Tobagi, capace di smaltire 100mila tonnellate di rifiuti all’anno, rispetto alle attuali 50mila tonnellate. Fabrizio Bertini di Rifiuti Zero ha evidenziato che i costi di un nuovo impianto ricadrebbero sui cittadini attraverso la Tari, esprimendo la ferma opposizione a un impianto considerato dannoso per il territorio.
La mobilitazione è sostenuta da diverse associazioni, tra cui Medicina Democratica, IononCISto Agliana, Rifiuti Zero e Attiva Prato. Gli abitanti dei comuni interessati, come Montemurlo, Quarrata e Pistoia, sono invitati a partecipare attivamente ai consigli comunali per discutere dell’argomento.
Prossimi passi e interrogativi aperti
Tra gli impegni futuri del comitato c’è la richiesta di una consultazione popolare sul futuro dell’impianto di Montale. Inoltre, è emersa la questione dell’indagine epidemiologica avviata nel 2013 e mai conclusa, insieme all’annuncio dell’Unione Europea di tassare gli impianti che smaltiscono rifiuti tramite combustione. I membri del comitato avvertono che costruire nuovi impianti non solo sarebbe dannoso per la salute, ma non avrebbe neppure convenienza economica.