Tensione politica

Scontro politico sull’inceneritore: richieste di dimissioni per il sindaco

Il centrodestra chiede le dimissioni del sindaco e della giunta dopo la decisione di raddoppiare l'impianto.

Scontro politico sull’inceneritore: richieste di dimissioni per il sindaco

La situazione riguardante l’inceneritore di Montale sta generando un acceso scontro politico. Il gruppo di centrodestra “Noi per Montale” ha richiesto le dimissioni del sindaco Ferdinando Betti e della giunta, sostenendo che il comunicato stampa del Partito Democratico (Pd) locale ha di fatto sfiduciato l’operato dell’amministrazione. Secondo il centrodestra, la decisione di raddoppiare l’impianto non ha trovato sostegno tra i cittadini, che nel 2024 avevano votato per programmi che prevedevano la chiusura dell’inceneritore.

Il sindaco Betti ha annunciato che convocherà una conferenza stampa nei prossimi giorni per affrontare la questione. La richiesta di un consiglio comunale straordinario è stata presentata dai gruppi di opposizione, che intendono discutere anche di un possibile referendum popolare sull’impianto. Sandro Nincheri, capogruppo di Montale Rinasce, ha sottolineato che la raccolta firme contro il raddoppio dell’inceneritore ha già superato le 900 adesioni, evidenziando un forte dissenso popolare.

Le posizioni dei gruppi di opposizione

I consiglieri di opposizione, tra cui Lorenzo Bandinelli, Michael Paperetti e Greta Cavaciocchi di “Noi per Montale”, insieme a Sandro Nincheri e Cecilia Innocenti di “Montale Rinasce”, hanno protocollato una richiesta di consiglio comunale straordinario. Le mozioni presentate riguardano la richiesta di un referendum consultivo sull’inceneritore e la posizione del sindaco nell’assemblea dell’Ato.

Franco Vannucci di Futuro Nazionale ha chiesto a gran voce un referendum consultivo “sulla chiusura e non riapertura dell’impianto di Montale”. Vannucci ha affermato che, se il referendum dovesse decretare la chiusura dell’inceneritore, il sindaco dovrà ascoltare la volontà popolare, altrimenti dovrà essere sfiduciato in consiglio comunale. Ha inoltre sottolineato che dopo 50 anni l’inceneritore deve chiudere “senza se e senza ma”, denunciando come i comuni proprietari siano stati compiacenti nella gestione della situazione.