Pistoia torna a confrontarsi con una vicenda di cronaca di quasi due secoli fa. È il caso Migliorini, la morte di Maria, una giovane di 21 anni ritrovata senza vita nel letto dal marito Ferdinando nel 1836. I segni sul collo della donna alimentarono dubbi sulla versione dell’uomo e suscitarono interrogativi anche tra i vicini di casa.
La storia sarà al centro del podcast teatrale in programma giovedì 22 ottobre alle 21 al teatro Mauro Bolognini, nell’ambito della seconda edizione di Zona d’Ombra – Storie, trame e narrazioni. L’iniziativa nasce dal libro pubblicato alcuni anni fa da Rosa Cirone, vicepresidente dell’associazione, dopo lo studio degli atti del processo.
Il delitto e il contesto storico
Antonio Fusco, presidente dell’associazione, scrittore, criminologo e direttore scientifico della rassegna, ha spiegato che il caso è stato scelto per le analogie con alcune dinamiche della cronaca contemporanea e per lo sviluppo dell’attività investigativa. Il racconto teatrale sarà aperto e chiuso dal monologo di Monica Menchi, con una parte dedicata all’aspetto emotivo della vicenda e del fenomeno della violenza contro le donne.
Tra i due momenti teatrali sarà ricostruita la Pistoia dell’Ottocento e verranno ripercorse le fasi del processo. L’obiettivo è riportare alla luce il fatto storico attraverso i documenti e inserirlo in un percorso di riflessione sulle vittime, sulle indagini e sulle conseguenze dei delitti.
Il programma degli appuntamenti
La manifestazione inizierà già nella mattinata del 22 ottobre, sempre al Bolognini, con la partecipazione di 260 studenti alla proiezione di 40 secondi, il film di Vincenzo Alfieri sulla vicenda di Willy Monteiro Duarte. Seguirà un confronto con Gemma Gualdi.
Da venerdì a sabato gli incontri si sposteranno all’auditorium Terzani della biblioteca San Giorgio. Sono previsti approfondimenti su infanzia sotto le bombe, vite dopo il femminicidio, baby gang, persone scomparse, banda della Uno bianca, il caso dell’asilo Cip & Ciop di Pistoia, il delitto di Yara, le madri assassine, la scomparsa di Emanuela Orlandi e la morte di Marta Russo.
Alle iniziative prenderanno parte familiari delle vittime, operatori della giustizia, giornalisti e autori che hanno seguito i diversi casi. In totale sono previsti quindici eventi, compresi quelli della domenica, quando il programma si sposterà a Palazzo Comunale. Alle 10.30 è in calendario la maratona per il Premio Grandonio, accompagnata da musica e teatro, con i riconoscimenti a Fabrizio Peronaci, Stefania Prandi, Vincenzo Alfieri e Carlo Lucarelli.
Alle 12 sarà inaugurata la mostra Le conseguenze. I femminicidi e lo sguardo di chi resta, curata attraverso le fotografie di Stefania Prandi. L’esposizione resterà visitabile fino all’8 novembre e raccoglierà storie e testimonianze di persone sopravvissute alla perdita di una familiare vittima di femminicidio.