Memoria storica

A Venezia la prima mondiale del film sulla Resistenza

Rossi e Tanganelli seguono Gio, isolato tra i boschi nell’inverno del 1944, in una vicenda ispirata a fatti realmente accaduti.

A Venezia la prima mondiale del film sulla Resistenza

È stato presentato in prima mondiale alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia, come evento speciale delle Giornate degli Autori 2026, Se venisse anche l’inferno, il film diretto da Samuele Rossi e interpretato da Luca Tanganelli. La pellicola nasce in area pistoiese per la regia e per il coinvolgimento del protagonista e affronta il tema della Resistenza attraverso una storia ambientata nel Nord Italia durante l’inverno del 1944.

La vicenda di Gio

Al centro del racconto c’è Gio, un giovane partigiano rimasto solo a presidiare un rifugio tra i boschi dopo un violento rastrellamento. Da questa situazione prende avvio una lotta per la sopravvivenza, sullo sfondo della guerra e della repressione nazi-fascista. Il film si concentra così su una pagina della storia recente italiana che, secondo gli autori, continua a richiedere nuove letture e nuove voci.

La storia è ispirata a vicende realmente accadute. Per Samuele Rossi, il progetto rappresenta un atto d’amore verso la storia del Paese e la sua memoria, ma anche una riflessione sul presente, segnato ancora da guerre e crisi che rischiano di ridurre la dimensione umana a una presenza invisibile. L’opera viene descritta dal regista come un lavoro nato da un’esigenza istintiva e sviluppato con libertà espressiva.

Le location e la produzione

Il film è il risultato di un lavoro durato due anni ed è stato girato in Valle d’Aosta, Emilia e Toscana, ai piedi del Cimone e nella Riserva dell’Acquerino. La produzione è affidata a Echivisivi, Solaria Film e MyMovies, con Samuele Rossi, Giuseppe Cassaro ed Emanuele Nespeca tra i produttori.

Il progetto ha ricevuto il contributo della Fondazione Film Commission Vallée d’Aoste, il sostegno della Regione Emilia-Romagna e il contributo del PR FESR Toscana 2021-2027 della Regione Toscana. Alla realizzazione ha collaborato anche Toscana Film Commission. La prima veneziana segna ora il debutto pubblico del film, costruito attorno alla vicenda di un partigiano e al rapporto tra memoria storica e conflitti del presente.