Un flusso nuovo di arte e bellezza circola nell’antico Pomario della villa di Celle grazie alla mostra “In stato di fluttuazione”, che presenta le opere di otto giovani artisti. Questi artisti, insieme a due curatori, hanno vissuto e lavorato nella villa per cinque mesi nell’ambito del progetto “Residenze d’artisti”, finanziato con le risorse del PrFse Toscana 2021-27 e inserito nell’iniziativa Giovanisì della Regione Toscana. La mostra, visitabile fino al 26 settembre, è il risultato del progetto “Coabitazioni: arte, paesaggio comunità”, promosso dalla Fondazione Gori-Celle in collaborazione con Promo Pa Fondazione.
Le opere esposte si integrano perfettamente nello spazio dell’antico pomario, riflettendo l’armonia tra arte e natura che caratterizza il parco di Celle. I giovani artisti hanno saputo cogliere e reinterpretare questa armonia secondo la loro sensibilità, utilizzando materiali diversi come frammenti di terracotta, resine vegetali, erba secca, rami e tronchi spezzati. Tra le trasformazioni degli spazi preesistenti, si segnala una serra che si consacra all’ombra e una vasca che diventa luogo di immersione nei suoni ambientali.
Artisti e opere
Gli otto artisti coinvolti sono Nicolò Andreatta, Marta Cornacchia, Silvia Cotugno, Laura Angela Gelsomini, Alessia Lastella, Davide Mariani, Roberto Orlando e Angelica Picco. I curatori, Giulia Giacomelli e Lorenzo Vanda, hanno creato un dialogo tra esperienze artistiche diverse, permettendo alle opere di “costruire un campo di relazioni aperto e continuamente configurabile”. La mostra suscita emozioni che si legano alla storia di Celle e merita una visita. Tra le opere, si notano i 2.948 frammenti di terracotta utilizzati da Davide Mariani per disegnare percorsi non lineari e interrotti.
Alessia Lastella ha creato un’opera che invoca la protezione delle forme di vita marginali utilizzando rami, erba filata e piante selvatiche. Roberto Orlando ha disseminato il pomario di sculture che richiamano le resine vegetali. Marta Cornacchia ha posto al centro un legno fossile di 200 milioni di anni fa, mentre Angelica Picco invita i visitatori a entrare nella fontana seicentesca per ascoltare registrazioni ambientali. Laura Angela Gelsomini stabilisce un rapporto tra un tronco spezzato e un filo di corten, mentre Silvia Cotugno trasforma la serra in un luogo affine al tokonoma giapponese, dominato dalla penombra.
Un impatto duraturo
Inoltre, Nicolò Andreatta ha fatto scendere un filo d’acqua tra settanta elementi di terracotta lavorati a mano su un tratto del muro di cinta del pomario. Non solo il pomario è un luogo di produzione, ma anche la limonaia, dove ciascun artista ha creato un angolo dedicato al lavoro. Tra le creazioni, si trova anche “Radio Limonaia”, una web radio in cui gli artisti residenti si confrontano ogni mattina. Pietro Gaglianò, direttore artistico del progetto, afferma: “È il ritorno di una vita densa e produttiva a Celle, e queste residenze d’artisti avranno un impatto sull’arte contemporanea che durerà nei prossimi anni”.