I dati forniti dalla Cisl Toscana Nord rivelano un quadro complesso per il mercato del lavoro in Toscana, con un calo del 2,9% nelle attivazioni complessive dei contratti. Nel confronto tra il primo trimestre del 2025 e quello del 2026, le attivazioni sono passate da 12.840 a 12.473.
Nonostante la diminuzione dei contratti a tempo determinato, che registrano un calo dell’1%, si osserva una crescita invisibile dei contratti a tempo indeterminato, che sono aumentati da 1.450 a 1.455. Questo scenario suggerisce una sostanziale stabilità, ma con segnali di vivacità in alcune tipologie contrattuali, come l’apprendistato (+5,6%), il lavoro occasionale (+8,6%) e la somministrazione (+9,8%), con un’impennata dei contratti intermittenti (+33,3%).
Segnali di rallentamento
Questi dati indicano una crescente preferenza per forme di lavoro flessibile, spesso utilizzate nei settori con attività variabile o stagionale. Tuttavia, emerge anche un calo nei tirocini e nei contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), suggerendo un minore investimento in percorsi formativi e collaborazioni.
La segretaria della Cisl Funzione Pubblica, Sabrina Paoletti, ha commentato che, sebbene il mercato del lavoro pistoiese mostri una sostanziale stabilità, è fondamentale non sottovalutare i segnali di rallentamento. La prudenza delle imprese nel mantenere contratti a tempo indeterminato è evidente e richiede politiche mirate per migliorare la qualità dell’occupazione.
Politiche per il lavoro
Paoletti ha sottolineato l’importanza di rafforzare i percorsi di formazione e qualificazione, promuovendo strumenti che favoriscano la stabilizzazione dei lavoratori e supportino le imprese nei loro processi di crescita. Secondo la Cisl, è cruciale per Pistoia consolidare le forme di lavoro più strutturate e valorizzare le opportunità per i giovani e i lavoratori in ingresso, affinché la stabilità attuale possa trasformarsi in una crescita più solida e inclusiva.