Il caro carburante mette sotto pressione le associazioni di volontariato che garantiscono servizi sanitari e sociali in provincia di Pistoia. L’allarme è stato lanciato dai rappresentanti della Misericordia, delle Pubbliche assistenze e di Anpas Toscana, secondo cui l’aumento dei prezzi di benzina e diesel rischia di compromettere la continuità delle attività, in particolare quelle legate al trasporto di emergenza-urgenza.
Le richieste delle associazioni
Riccardo Fantacci, direttore dei servizi della Misericordia di Pistoia, ha spiegato che le Misericordie del coordinamento provinciale svolgono in media 160 servizi al giorno, tra interventi di emergenza, attività sociali e trasporti ordinari. A differenza di altre voci di spesa, quella per il carburante non può essere ridotta attraverso economie interne, perché dipende direttamente dalle necessità operative dei mezzi.
Fantacci ha quindi sollecitato un intervento delle istituzioni, a partire dallo Stato, per sostenere almeno i veicoli impiegati nelle attività di emergenza. In assenza di misure specifiche, il rischio indicato è che diventi difficile mantenere l’attuale livello di prestazioni rivolte alla cittadinanza.
Sulla stessa linea Massimiliano Bonomini, coordinatore delle Pubbliche assistenze pistoiesi, che ha evidenziato come le associazioni siano già in difficoltà da anni. Secondo Bonomini, gli sconti temporanei non rappresentano una soluzione adeguata, anche perché gli enti devono già fare i conti con il rimborso parziale delle accise.
L’impatto sui bilanci toscani
Dimitri Bettini, presidente di Anpas Toscana, ha quantificato le conseguenze dell’aumento dei carburanti per l’intero sistema regionale. Ambulanze, mezzi destinati alle attività sociali e veicoli della protezione civile percorrono complessivamente circa 30 milioni di chilometri ogni anno per garantire soccorso sanitario, trasporti assistiti e interventi durante le emergenze.
Gli aumenti registrati nelle ultime settimane comporterebbero, secondo la stima fornita da Bettini, una maggiore spesa di circa 35mila euro al mese, pari a oltre 400mila euro l’anno. Un aggravio che, in un comparto già sostenuto da risorse limitate, rischia di ridurre i fondi disponibili per le attività rivolte alle persone.
Il presidente di Anpas Toscana ha chiesto ai parlamentari toscani di attivarsi con il Governo per ottenere una riduzione o la sterilizzazione delle accise sui carburanti e provvedimenti di sostegno al volontariato. L’obiettivo dichiarato è evitare che l’aumento dei costi di spostamento ricada sulla capacità delle associazioni di assicurare soccorso, trasporti e assistenza sul territorio.