L’associazione Confcommercio Pistoia e Prato esprime forte preoccupazione per i rincari previsti nella bolletta Tari, che andranno a gravare ulteriormente sul tessuto produttivo e commerciale della zona. Secondo l’associazione, le imprese si trovano a dover affrontare un nuovo incremento della Tari, un aggravio che si aggiunge ai già elevati costi di gestione.
La Tari, tributo comunale destinato a finanziare i costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, rappresenta una voce strutturale nei bilanci aziendali. Come sottolinea Confcommercio, si tratta di un costo fisso non comprimibile, la cui crescita è costante e dipende da decisioni sulle quali le imprese non hanno alcuna possibilità di incidere.
Origine degli aumenti
Secondo l’associazione, gli aumenti sono originati dai maggiori costi previsti dal Piano economico finanziario dell’Ato Toscana Centro, che include spese legate all’energia e alla gestione, oltre a investimenti necessari per la gestione ordinaria del servizio. Tuttavia, non sono previsti interventi strutturali che possano migliorare l’efficienza del sistema e contenere la spesa nel lungo termine.
Confcommercio aveva già espresso preoccupazione per un possibile rincaro all’inizio dell’anno e aveva sollevato la questione ai candidati sindaci prima delle elezioni. L’associazione riconosce l’importanza di limitare gli effetti degli aumenti sulle famiglie, ma sottolinea che resta aperta la questione delle utenze non domestiche, che dovranno sostenere gli effetti dell’aumento dei costi del servizio.
Richiesta di incontro
Le imprese del commercio, del turismo e dei servizi continuano a investire e a creare occupazione, contribuendo a mantenere vivi i centri urbani. Per questo motivo, Confcommercio Pistoia e Prato ha deciso di richiedere un incontro con l’amministrazione comunale. L’associazione ribadisce che è indispensabile lavorare a tutti i livelli istituzionali affinché il costo del servizio rifiuti diventi realmente sostenibile e non continui a gravare sul sistema produttivo anno dopo anno.