Secondo i dati di Confindustria Toscana Nord relativi al secondo trimestre 2026, la produzione industriale della provincia di Pistoia è aumentata del 2,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie a un boom nei settori della chimica, plastica ed export. Tuttavia, il mercato interno mostra segnali di rallentamento.
Nel contesto dell’industria italiana, che è rimasta sostanzialmente ferma, il risultato di Pistoia si distingue come il migliore dell’area di Confindustria Toscana Nord, che include anche Lucca e Prato, dove la crescita complessiva si attesta a un modesto 0,3%. Tuttavia, il vicepresidente di Confindustria, Massimo Capecchi, avverte che questo incremento è influenzato principalmente da alcune aziende performanti, piuttosto che da una ripresa generalizzata.
Settori in crescita e in calo
Il settore dei materiali, chimica e plastica ha registrato un incremento notevole del 14,6%. Anche il tessile (+5,2%), il metalmeccanico (+3,4%) e la trasformazione alimentare (+0,7%) mostrano segni di crescita, mentre la domanda estera è aumentata del 3,5%, compensando il rallentamento del mercato interno.
Al contrario, settori tradizionali come il cuoio e le calzature hanno subito una flessione del 5,1%, i mobili e i materassi del 3,4%, e l’abbigliamento del 2,9%. Anche la carta e cartotecnica (-1,7%) e il resto della manifattura (-1,2%) mostrano un trend negativo. Questi comparti, concentrati in specifiche aree della provincia, evidenziano come il rallentamento di una singola fabbrica possa avere un impatto significativo su intere comunità.
Le sfide del contesto economico
Capecchi sottolinea che la frenata del mercato interno è attenuata dalla domanda estera, ma i risultati negativi di settori chiave come calzature, mobili e abbigliamento richiedono interventi pubblici mirati. Nel contesto nazionale, l’Italia cresce solo dello 0,2%. La presidente di Confindustria Toscana Nord, Fabia Romagnoli, elenca le difficoltà che le imprese devono affrontare, tra cui le tensioni internazionali, l’aumento dei costi energetici e le normative europee che complicano la produzione locale rispetto a quella estera. Infine, per quanto riguarda le province limitrofe, la produzione manifatturiera di Lucca è rimasta pressoché invariata, mentre Prato ha registrato un calo, influenzato dalla diminuzione nei settori tessile e metalmeccanico.