Inclusione sportiva

Da Pistoia a Trieste, Danilo sfida il mare senza vederlo

Il cinquantenne siciliano sarà l’unico atleta privo della vista nell’equipaggio impegnato tra Campionato Meteor e grande competizione adriatica.

Da Pistoia a Trieste, Danilo sfida il mare senza vederlo

Il vento, per Danilo Malerba, è una sensazione che si ascolta sulla pelle. Il velista di 52 anni, siciliano d’origine e residente da molti anni a Pistoia, si prepara ad affrontare una nuova sfida nel Golfo di Trieste: sarà l’unico non vedente dell’equipaggio con cui parteciperà alla storica Barcolana.

A bordo della sua barca, la Agata Ita 802, Malerba avrà il ruolo di centrale, mentre Lorenzo sarà al timone e Muriel occuperà il posto di prodiera. Prima della grande regata internazionale, l’imbarcazione prenderà parte al Campionato Italiano Meteor, articolato in quattro giornate e con circa sessantatré barche attese nello stesso tratto di mare. La Barcolana, invece, riunirà oltre duemila imbarcazioni.

Dalla vela all’autonomia

Malerba ha iniziato a praticare la vela nel 2002, dopo aver scoperto l’esistenza della Didattica Homerus, un metodo rivolto alle persone non vedenti che consente di condurre la barca in autonomia. Da allora ha affiancato alla pratica sportiva attività sociali e formative, fino a diventare armatore e a occuparsi direttamente della preparazione dell’imbarcazione.

Le sue regate si svolgono nella classe Meteor insieme a equipaggi composti da persone vedenti. L’obiettivo, spiega, è costruire una relazione paritaria attraverso il lavoro di squadra. A bordo ogni componente ha un compito preciso e la navigazione richiede coordinamento continuo tra chi governa la barca, chi gestisce le vele e chi interpreta le condizioni del vento.

Sport e riabilitazione

Per Malerba la vela è anche un’esperienza fisica ed emotiva. Nel corso degli anni ha praticato altri sport, dalla scherma al pattinaggio a rotelle, affrontato attraverso una tecnica basata sulla scia sonora: l’atleta segue un suono mentre pattina. La navigazione, però, resta la disciplina centrale del suo percorso.

Il velista è vicepresidente di Homerus, realtà impegnata nella vela autonoma per persone non vedenti, e ricopre lo stesso incarico nell’Unione Vela Solidale. Nel suo racconto, l’attività in barca rappresenta uno strumento di autonomia, riabilitazione e socialità. La partecipazione alle competizioni nel Golfo di Trieste sarà quindi un nuovo passaggio di un’esperienza iniziata più di vent’anni fa, tra allenamento, collaborazione e ascolto del vento.