Analisi meteo

Downburst, così il temporale ha sradicato alberi e scoperchiato tetti

Raffiche oltre 100 chilometri orari dopo settimane di caldo e umidità; resta da chiarire l’eventuale passaggio di un tornado.

Downburst, così il temporale ha sradicato alberi e scoperchiato tetti

Quello di giovedì sera non è stato un semplice temporale estivo. In pochi minuti, nella provincia di Pistoia, una grande quantità di energia accumulata nell’atmosfera si è trasformata in una linea temporalesca capace di produrre raffiche superiori ai 100 chilometri orari. Il passaggio del sistema ha lasciato una scia di danni estesa da ovest a est, con alberi sradicati, tetti danneggiati e strutture divelte.

Il ruolo del caldo e dell’umidità

Per comprendere l’intensità del fenomeno bisogna considerare le condizioni atmosferiche dei giorni precedenti. Le settimane di caldo intenso avevano lasciato al suolo e, soprattutto, sulla superficie del mare una grande quantità di calore e umidità. Un mare particolarmente caldo contribuisce infatti a immettere nell’atmosfera molto vapore acqueo, uno degli elementi necessari per alimentare lo sviluppo dei temporali.

Quando a questa disponibilità di energia si aggiungono condizioni di forte instabilità, come quelle presenti nella serata di giovedì, una cella temporalesca può rafforzarsi rapidamente. L’aria calda e umida tende a salire, alimentando le correnti ascensionali all’interno della nube. Allo stesso tempo possono formarsi correnti discendenti molto intense, in grado di raggiungere il suolo con grande velocità.

Che cos’è il downburst

Il downburst è una massa d’aria che precipita rapidamente dalla nube verso terra. Una volta raggiunto il suolo, il flusso si espande e si muove con violenza verso l’esterno, generando raffiche molto forti e distribuite su un’area ampia. Gli effetti possono ricordare quelli di un’esplosione: alberi spezzati, coperture danneggiate, manufatti divelti e oggetti trascinati dal vento.

Resta da chiarire se, nelle zone più colpite, si sia sviluppata anche una componente rotatoria. A Montecatini Alto, in particolare nell’area della funicolare, la distribuzione dei danni potrebbe essere compatibile almeno in parte con la presenza di un mesovortice, cioè una rotazione interna al sistema temporalesco. Al momento, tuttavia, non è possibile stabilire con certezza se vi sia stato un tornado: per arrivare a una conclusione sono necessarie analisi più approfondite.

L’elemento più chiaro è che il temporale ha trovato condizioni atmosferiche favorevoli per svilupparsi con grande violenza. Il caldo eccezionale delle settimane precedenti non ha creato da solo la tempesta, ma ha contribuito ad accumulare nell’atmosfera energia e umidità. Quando si sono verificati i presupposti per l’innesco della convezione, quella energia si è scaricata in pochi minuti sul territorio.