Inchiesta sui fondi

Dubbi sui contributi per Pistoia Capitale del Libro

La consigliera Capecchi solleva interrogativi su risorse e destinatari dei contributi.

Dubbi sui contributi per Pistoia Capitale del Libro

Sollevati dubbi sull’ammontare delle risorse pubbliche e sui destinatari dei contributi destinati al programma Pistoia Capitale Italiana del Libro. La consigliera di Fratelli d’Italia, Francesca Capecchi, ha presentato un’interrogazione al sindaco riguardo a possibili incompatibilità nella concessione dei fondi.

Il 22 aprile, durante l’amministrazione di Celesti, la giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo per la concessione di contributi a progetti, con un budget iniziale di 24mila euro, per un massimo di quattromila euro per progetto, da presentare entro il 29 maggio. Tuttavia, ai primi di luglio, i risultati hanno mostrato un incremento dei fondi a 47mila euro, con diciotto soggetti culturali vincitori.

Incompatibilità e trasparenza

Capecchi ha evidenziato che tra i vincitori c’è Hurbinek, un’associazione diretta dall’assessore comunale Marica Setaro, che ha ottenuto il quarto posto nella graduatoria. La consigliera ha chiesto chiarimenti sulle misure adottate dall’amministrazione per garantire la trasparenza e l’imparzialità nel processo di assegnazione dei contributi, per evitare conflitti d’interesse.

Inoltre, tra i promotori di Hurbinek figura Massimo Bucciantini, membro del Comitato Scientifico di Pistoia Capitale Italiana del Libro, e il professor Alessandro Pagnini, la cui Fondazione Francis Bacon ha anch’essa ricevuto un contributo. Capecchi ha sollevato interrogativi anche sull’origine delle risorse, che ammontano a oltre 47mila euro, di cui 24mila euro da un contributo ministeriale e 23.779 euro da risorse comunali.

Chiarimenti richiesti

La consigliera ha sottolineato che le risorse comunali sono state destinate a un capitolo di bilancio inizialmente previsto per il finanziamento dell’avviso pubblico relativo a Pistoia Capitale Italiana del Libro. Questo solleva ulteriori interrogativi sulle modalità e le motivazioni di tale decisione, rendendo necessario un chiarimento da parte dell’amministrazione.