Allerta peste suina

Emergenza peste suina: la Cinta Senese a rischio estinzione

Il Consorzio di Tutela chiede interventi urgenti per salvare la Cinta Senese.

Emergenza peste suina: la Cinta Senese a rischio estinzione

La peste suina africana continua a diffondersi e la Toscana si trova in una situazione di emergenza. Mercoledì, durante la prima Cabina di Regia regionale, si sono riuniti i rappresentanti delle istituzioni e del settore per affrontare la questione. Presenti il direttore del Dipartimento di Prevenzione della Usl Toscana Sud Est, Giorgio Briganti, il responsabile della Direzione Sanità, Alessio Capecci, e il responsabile del settore Attività faunistico-venatoria, Marco Ferretti. A rappresentare gli allevatori, il presidente del Consorzio di Tutela della Cinta Senese Dop, Nicolò Savigni, che ha presentato cinque richieste urgenti per contrastare l’epidemia.

“La priorità del momento è salvare la Cinta Senese e i suoi allevatori”, ha dichiarato Savigni, sottolineando l’importanza di azioni tempestive per fermare la diffusione della malattia. Il presidente ha evidenziato che l’obiettivo non è convivere con la peste, ma eradicarla. Gli allevatori hanno già implementato misure di biosicurezza, ma il virus continua a diffondersi attraverso i cinghiali. È quindi necessario un intervento coordinato sul territorio, che preveda sorveglianza, contenimento della fauna selvatica e protezione delle aziende.

Richieste economiche e future strategie

Il comparto, gravemente colpito dalla peste suina, ha avanzato richieste anche sul fronte economico. Il Consorzio ha chiesto lo sblocco degli aiuti alla biosicurezza, attualmente in attesa di approvazione da parte della Commissione europea, e rimborsi totali in caso di abbattimento, basati su prezzi di mercato certificati. Senza un sostegno concreto, gli allevatori rischiano di dover procedere a una macellazione di massa, che potrebbe portare la razza all’estinzione in breve tempo.

Inoltre, Savigni ha richiesto una riduzione del carico burocratico per accelerare l’istituzione di nuclei di conservazione della razza in luoghi sicuri dal contagio. Parallelamente, il Consorzio ha chiesto di identificare stabilimenti da destinare a centri genetici per garantire la sicurezza di un numero adeguato di riproduttori. Infine, è fondamentale avere chiarezza sul futuro degli allevamenti allo stato semibrado, in particolare riguardo alle direttive europee, che influenzeranno investimenti e la sopravvivenza della denominazione.

Savigni ha anche sottolineato l’importanza di comunicazioni chiare e corrette, ribadendo che l’emergenza riguarda esclusivamente cinghiali e suini e non ha alcun impatto sulla salute umana. In un momento così delicato, un’informazione accurata è essenziale per tutelare le aziende, i prodotti e i consumatori, evitando allarmismi infondati che potrebbero danneggiare l’intera filiera.