Federcaccia Toscana ha deciso di sospendere i controlli e le attività di contenimento gestiti attraverso la piattaforma Artea, il portale della Regione dedicato ad aiuti, contributi, premi agricoli e fascicoli aziendali. La decisione è una forma di protesta contro il Piano Faunistico Venatorio approvato dal Consiglio regionale della Toscana e contro le organizzazioni agricole che, secondo l’associazione, ne hanno sostenuto con forza l’impostazione.
La contestazione al piano
A illustrare la posizione dell’associazione è Franco Biagini, presidente provinciale di Federcaccia Toscana a Pistoia e vicepresidente regionale. Biagini ha spiegato che la sospensione riguarda tutte le attività di controllo e contenimento collegate ad Artea, comprese quelle relative ai danni provocati dai piccioni alle coltivazioni di girasole e alle devastazioni causate dai cinghiali.
Secondo il dirigente, il nuovo piano avrebbe modificato profondamente il ruolo attribuito ai cacciatori, che non sarebbero più considerati una figura di supporto nella gestione della fauna selvatica. La protesta, ha precisato Biagini, è rivolta sia alla Regione Toscana sia al mondo agricolo, ritenuto tra i principali sostenitori del provvedimento.
Le eccezioni per emergenze e sicurezza
La sospensione non riguarderà però gli interventi legati alla peste suina africana né quelli necessari a tutelare l’incolumità delle persone. Federcaccia ha infatti assicurato la propria presenza nelle situazioni in cui i cinghiali provochino danni nei centri abitati o si renda necessario intervenire per ragioni di sicurezza pubblica.
Biagini ha sottolineato il carattere responsabile della scelta, precisando che le emergenze sanitarie e i casi di pericolo per la popolazione continueranno a essere affrontati. La mobilitazione proseguirà con una manifestazione regionale di Federcaccia Toscana, annunciata per il 16 settembre a Donoratico.
Biagini guida da circa dieci anni la sezione provinciale pistoiese dell’associazione. È originario di Pescia e proviene dalla locale sezione dei cacciatori, indicata come la più antica d’Italia, fondata il primo gennaio del 1900. La protesta si inserisce dunque nel confronto aperto in Toscana sulle modalità di gestione della fauna selvatica e sui rapporti tra attività venatoria, agricoltura e tutela della sicurezza.