Questa sera, il Pistoia Blues ospiterà i Jethro Tull, storica band di rock progressivo britannico, sul palco di piazza del Duomo per la serata conclusiva del festival. Sarà la quarta volta che il gruppo si esibisce a Pistoia, dopo le edizioni del 1999, 2003 e 2008.
Il leader della band, Ian Anderson, ha parlato della longevità del gruppo, attivo dal 1967. Nel 2014, Anderson annunciò la fine dei Jethro Tull per dedicarsi alla carriera solista, ma nel 2017 tornò a utilizzare il nome storico. “Dopo il 2011 dissi che non c’erano piani per un nuovo album dei Jethro Tull, ma questo non significa che la band si fosse sciolta”, ha dichiarato. “Negli anni successivi abbiamo continuato a fare tournée e concerti, a seconda del materiale eseguito”.
Riconoscimenti e scelte artistiche
Nel corso della loro carriera, i Jethro Tull hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui un Grammy nel 1989 come ‘Hard Rock/Metal Performance’. Anderson ha commentato l’importanza dei premi: “Fa sempre piacere ricevere un riconoscimento, ma non prendo troppo sul serio i premi materiali”.
Anderson ha anche spiegato perché la band rifiutò di partecipare al Festival di Woodstock: “Rifiutammo, così come fecero i Led Zeppelin, a causa di altri impegni in tour. Capì subito che sarebbe stato un errore: rischiavamo di essere etichettati troppo presto come l’ennesima band hippie emergente”.
Stile di vita e messaggi sociali
Il leader della band ha sempre condotto uno stile di vita sano, evitando alcol e droghe. “Le pressioni sociali non hanno mai avuto effetto su di me. Sono sempre stato bene con me stesso e non ho mai avuto bisogno di seguire il branco”. Infine, ha discusso il ruolo della musica nella critica sociale e politica, affermando di cercare di rimanere lontano dalla politica, ma di voler offrire spunti di riflessione attraverso i testi.