Nato dodici anni fa dall’impegno della comunità, il Cammino di San Bartolomeo si estende per circa 100 chilometri da Fiumalbo a Pistoia, attraversando borghi storici e paesaggi naturali. Recentemente, il percorso ha ottenuto il riconoscimento regionale e ha ricevuto nuovi fondi per migliorare i sentieri e per l’incrocio con il Cammino ‘44, che ripercorre i luoghi del conflitto. Una delle novità più significative è che il Cammino è ora percorribile anche a cavallo.
Il progetto, che ha unito la comunità locale, è stato descritto da Simone Breschi, uno dei promotori, come un’iniziativa che ha riaperto vecchie strade e ha coinvolto i cittadini nella cura del percorso. “Oggi ognuno si prende cura di una porzione di Cammino”, ha dichiarato Breschi, sottolineando l’aumento delle frequentazioni e l’interesse crescente delle istituzioni, culminato nel riconoscimento del Cammino come percorso religioso.
Un patrimonio da scoprire
La sezione di Maresca del Cai, rappresentata da Maria Pia Benedetti, ha evidenziato l’importanza di visitare paesi meno conosciuti dal turismo tradizionale, come Popiglio, Piteglio, Prunetta e Prataccio. “Si può scegliere di camminare tutti e cento i chilometri o solo una parte”, ha aggiunto Benedetti, evidenziando come questa flessibilità possa contribuire a stimolare l’economia locale. Grazie a un contributo condiviso con altri comuni, si prevede un miglioramento della sentieristica entro la fine di agosto.
Inoltre, il Cammino di San Bartolomeo si interseca con il nuovo Cammino ’44, che offre l’opportunità di ascoltare storie legate al conflitto e di emozionarsi attraverso i luoghi visitati. Massimo Mariani, guida escursionistica ambientale, ha sottolineato l’importanza di una preparazione adeguata per chi si avvicina alla montagna, raccomandando di controllare il meteo e di indossare l’attrezzatura giusta. “Non è la meta ciò che conta, ma l’esperienza lungo il percorso”, ha concluso Mariani, invitando a vivere la montagna con rispetto e curiosità.