Scontro interno

Pd, Aboulmachayl chiede spiegazioni sul caso Leka

Il segretario dei Giovani Democratici contesta il blocco della scelta indicata dalla maggioranza consiliare

Pd, Aboulmachayl chiede spiegazioni sul caso Leka

Restano agitate le acque nel Partito Democratico sugli assetti della Provincia, in particolare sulla vicepresidenza e sull’assegnazione delle deleghe. Al centro del confronto c’è la candidatura di Bruno Leka, indicato da una maggioranza del Consiglio provinciale per il ruolo di vicepresidente.

La richiesta di chiarimenti

Sulla vicenda è intervenuto Sofian Aboulmachayl, segretario provinciale dei Giovani Democratici e presidente dei Giovani Democratici della Toscana. In una nota, Aboulmachayl ha chiesto al segretario provinciale del Pd Marco Mazzanti di spiegare le ragioni del suo no alla nomina di Leka.

Secondo il dirigente dei Giovani Democratici, il punto non sarebbe la difesa personale del candidato, ma il rispetto della volontà espressa dalla maggioranza degli amministratori eletti. La posizione, sostiene Aboulmachayl, può essere contestata e discussa, ma se una decisione sostenuta da una maggioranza viene fermata è necessario rendere pubbliche le motivazioni. In caso contrario, avverte, il rischio è che un veto personale finisca per prevalere sull’indicazione del Consiglio provinciale.

Il confronto nel Pd

Aboulmachayl ha collegato la vicenda anche al rapporto del partito con le nuove generazioni. La sua critica riguarda la coerenza tra l’invito rivolto ai giovani a impegnarsi e ad assumere responsabilità e il riconoscimento del percorso politico e amministrativo compiuto quando arriva il momento di affidare loro incarichi. Per il presidente regionale dei Giovani Democratici, il rinnovamento passa dalla valorizzazione di nuove energie, anche quando mettono in discussione equilibri consolidati.

Il dibattito sulla vicepresidenza coinvolge diversi esponenti del Pd. Nei giorni scorsi sono intervenuti, tra gli altri, il sottosegretario alla presidenza della Regione Bernard Dika, Mazzanti, la consigliera regionale Simona Querci e l’assessore comunale dem Riccardo Trallori.

Successivamente, i consiglieri provinciali vicini a Dika – Ilaria Di Maina, Gabriele Giacomelli, Bruno Leka e Nicola Tesi – hanno comunicato che non accetteranno le deleghe eventualmente proposte. Il confronto interno resta quindi aperto sia sul nome del vicepresidente sia sulla distribuzione delle competenze nell’amministrazione provinciale.